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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
«Che bello essere nella terra di Rossellini» - 11/11/2007

Per Abbas Kiarostami riconoscimento a Maiori

«Ho accettato volentieri l’invito a venire in Costiera amalfitana per il Premio Roberto Rossellini@Maiori. Essere qui dove ha girato il grande maestro del Neorealismo italiano mi emoziona profondamente. Anche perchè non ho mai fatto mistero dei miei profondi legami con la filmografia del regista di "Roma città aperta", "Paisà", "Viaggio in Italia" e così via». Abbas Kiarostami al suo arrivo a Maiori, dove ieri sera si è conclusa l’ottava edizione della manifestazione dedicata ad uno dei più grandi protagonisti della storia del cinema, ha voluto subito rendere omaggio a Rossellini e a questo suggestivo pezzo d’Italia. «Quando sono qui - ha continuato infatti il regista iraniano premiato per l’occasione -mi sento a casa, avverto infatti un profondo senso di familiarità con le atmosfere e con i luoghi. Come ho più volte ripetuto in passato l’unico paese dove vivrei dopo l’Iran, è sicuramente il vostro. Per questo non ho mai rifiutato nessun invito che partisse dall’Italia, partecipando anche ai festival più piccoli e apparentemente marginali. Qui ho tenuto numerosi workshop e ho deciso di girare il mio nuovo film». Il cineasta persiano, celebre per la cosiddetta trilogia sul terremoto («Dov’è la casa del mio amico?» del 1987, «E la vita continua...» del 1992 e «Sotto gli ulivi» del 1994, quest’ultimo proiettato a Maiori venerdì sera) in questi mesi sta lavorando infatti a una pellicola ambientata in Italia e in particolare in Toscana. «Sto ultimando - prosegue Kiarostami - i sopralluoghi in questi giorni. Probabilmente sarà San Gimignano una delle location principali dove inizierò a girare sin dai primi mesi del nuovo anno. E’ una produzione italo francese alla quale parteciperà anche l’attrice Juliette Binoche». Il film racconterà la storia di uno scrittore inglese giunto in Italia per presentare il suo ultimo libro. «Nel belpaese incontrerà poi una ragazza - continua il maestro iraniano - con la quale partirà per uno dei paesini più famosi per l’organizzazione di matrimoni nella campagna toscana». Dopo Maiori, dove ieri è stato proiettato anche il film-documentario «Roads of Kiarostami», il regista andrà a Roma, per scegliere alcuni degli attori, non necessariamente professionisti. E chissà che sostando sulla Costa Divina non venga attratto da qualche scorcio da inserire nel film o da qualche volto espressivo da utilizzare in chiave post realista.

Stefano de Stefano
 
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