Campania
Puglia
Economia
 
Home
Storia
Iniziative
Rubriche
Contatti
 
Annunci legali
Meteo
Info traffico
Trova lavoro







   
 
 
 ARTICOLO - Cartellone (Puglia)
 
Notte jazz per l’Orchestra di Bari - 09/11/2007

Con un Concerto di Carla Bley e uno del barese Raffaele Minella

BARI - Serata speciale, domani a Villa Romanazzi Carducci, per l’Orchestra della Provincia di Bari. Che ospita tre musicisti pugliesi di riconosciuto talento per una maratona jazzistica molto particolare, nella quale spiccano due prime esecuzioni. Il programma prevede, infatti, il debutto europeo di ¾ per pianoforte e orchestra, un pezzo di Carla Bley scritto negli anni Settanta per Keith Jarrett e che per l’occasione avrà come solista Gianni Lenoci. Seguirà la prima assoluta di Icarus’ (S)Wings del compositore barese Raffaele Minella. Accanto all’Orchestra della Provincia ci saranno il sassofonista Roberto Ottaviano e il chitarrista Nando Di Modugno. Questo il doppio piatto forte del concerto diretto da Massimiliano Caporale, che sarà completato da una serie di standard jazzistici, da Dancing in the Dark di Arthur Schwartz a Lost in the Stars e Speak Low di Kurt Weill, passando per Nancy with the Laughing Face di Phil Silvers (brano reso celebre da John Coltrane) e The Way You Look Tonight di Jerome Kern. Dunque, una seconda parte di serata più classica rispetto agli accenti sperimentali delle prime due composizioni, nelle quali elementi più squisitamente europei s’intrecciano a momenti di libera improvvisazione. Per Carla Bley, personaggio di primo piano del jazz americano, ¾ per pianoforte e orchestra rappresentò l’inizio di una ricerca votata alla sperimentazione di differenti soluzioni compositive, attraverso una personale interpretazione del concerto classico che anche Minella sta inseguendo lungo il proprio percorso creativo. «Già da qualche anno ho sviluppato una tendenza a far dialogare i generi senza giustapporli, dunque con un processo di organizzazione coerente del materiale compositivo», spiega il musicista, tornato a scrivere per la Sinfonica barese dopo l’esperienza di Sparkle per orchestra e chitarra elettrica, strumento anche in quell’occasione suonato da Nando Di Modugno. «Tra le due composizioni - spiega Minella - c’è una linea di continuità nella ricerca di un sincretismo grammaticale. Solo che mentre in Sparkle il linguaggio colto si confrontava sul terreno del rock, in Icarus’ (S)Wings l’incontro si consuma con l’universo del jazz cui fanno riferimento i due solisti per il quale il pezzo è stato pensato». Meno presente, rispetto a Sparkle, la ripetitività insita nella musica minimale, abbastanza ricorrente nelle composizioni di Minella. Il quale spiega che l’iterazione in Icarus’ (S)Wings «è riscontrabile esclusivamente nell’uso dei loop della parte elettronica». La partitura alterna parti obbligate e improvvisate secondo una bipartizione inglobata all’interno di una forma tripartita. «Le tre sezioni - argomenta Minella - sono concepite senza soluzione di continuità e sono sorrette da una struttura architettonica nella quale si sviluppano diversi dualismi: strutturale, di generi, timbrico ed esecutivo». Insomma, un procedere per continue oscillazioni, come suggerisce il titolo del brano richiamandosi con il suo gioco di parole all’ondeggiamento delle ali (wings) e dello swing. Anche perché, come diceva Duke Ellington con una sua celebre composizione, It Don’t Mean a Thing if It Ain’t Got That Swing, non significa nulla se non ha lo swing. Soprattutto nel jazz. Anche in quello di confine.

Francesco Mazzotta
 
OSSERVATORIO SULLA CAMORRA
Racket a Napoli: ''Troppa omertà nei quartieri borghesi''
CLICCA QUI
 
Osservatorio sulla camorra | Storia | Iniziative | Rubriche
Edizione Campania | Edizione Puglia |Corriere Economia
Servizio meteo | Info traffico | Trova lavoro
P. Iva 06890970632 editoriale del mezzogiorno srl Realizzato da D&D - Dinamica Digitale