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 ARTICOLO - Prima pagina (Campania)
  Ischia, indagati tre studenti - 06/11/2007

La procura minorile: maltrattavano il 14enne che s’è impiccato

ISCHIA - Tre ragazzi sospettati di bullismo e indagati per violenza privata. È questa la prima svolta dell’indagine avviata dall’autorità giudiziaria a seguito della morte del quattordicenne Diego G., avvenuta ad Ischia mercoledì scorso, quando il giovane studente del Liceo Classico «G. Scotti» si impiccò in un orto adiacente alla sua abitazione, sembra, perché stanco dei continui sfottò di cui era fatto oggetto dai compagni, che tra l’altro lo ritenevano «crumiro» e secchione. E i tre indagati — due ragazzi ed una ragazza — secondo quanto si è appreso sono proprio studenti dello stesso istituto scolastico isolano. Gli uomini del commissariato di polizia di Ischia dopo aver sentito nella giornata di venerdì alcuni compagni di classe del povero D.G. (naturalmente accompagnati dai genitori) hanno evidentemente segnalato al pubblico ministero del tribunale dei minori cui è affidata l’indagine, Valeria Rosetti, delle circostanze scoperte nell’ambito delle indagini, e riconducibili per l’appunto al reato di violenza privata. Una circostanza che lascia trasparire in maniera inoppugnabile come gli investigatori ritengano attendibile la circostanza secondo cui il giovane a scuola fosse finito nel mirino dei compagni che, per quanto possa apparire paradossale, quantomeno lo emarginavano perché studente modello. Ma, e anche questo è opportuno sottolineare, gli inquirenti hanno escluso categoricamente alcuna ipotesi di istigazione al suicidio e l’ipotesi accusatoria non è in alcun modo ricollegabile al tragico gesto messo in atto da D.G. ma soltanto riconducibile ad episodi emersi nelle indagini ed accaduti all’interno dell’istituto scolastico. Insomma, i tre sono indagati per una serie di comportamenti ritenuti da bulli,ma in ogni caso non sufficienti a determinare un’istigazione al suicidio. Uno dei tre indagati minorenni è difeso dall’avvocato Ida De Maio, la quale però è lapidaria: «Ho una nomina ufficiosa e non ancora ufficiale e peraltro non sono ancora in possesso degli atti. Dunque non posso assolutamente dire nulla, almeno allo stato attuale». Chi invece ha qualcosa da dire è Rino Buonanno, amico di famiglia di Diego G. e che ha rivestito in questi giorni il ruolo di portavoce: «Nessuno ci ridarà il povero Diego, io intanto ringrazio gli uomini del commissariato che con una indagine celere hanno portato alla luce alcune probabili anomalie, ma mi chiedo come abbiano fatto loro, pur solerti, a rendersene conto con qualche interrogatorio mentre i docenti pur a contatto quotidianamente con gli studenti non abbiano mai notato nulla. Insomma, fermo restando che fino a prova contraria sono tutti innocenti continuo a credere che in questa vicenda il ruolo omissivo della scuola sia stato determinante». La madre diDiego da parte sua rivela: «Sto pensando all’istituzione di una borsa di studio per onorare la memoria di mio figlio, una borsa che possa premiare lo studente più meritevole e non farlo sentire per questo un diverso. Quello che forse in questa tragica circostanza nessuno ha saputo fare».

Gaetano Ferrandino
 
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