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 ARTICOLO - Cartellone (Puglia)
 
Mimmo Mancini: «Lo Zì» dalla parte dei diversi - 28/10/2007

L’attore barese sarà a Londra e poi a Roma con il suo spettacolo su handicap e normalità

Mimmo Mancini, attore di teatro e non solo, torna in Puglia con il suo spettacolo Lo Zì, ma non prima di aver calcato un palcoscenico di Londra e uno di Roma. Nella capitale inglese parteciperà, il 5 novembre, al festival di teatro italiano, il First Italian Theatre Season in London, che si svolge al Riverside Studios; a Roma sarà il 3 dicembre, nell'auditorium del Gemelli, in occasione di una serata di beneficenza. Il ritorno in Puglia, invece, è previsto per il 4 dicembre, a Ostuni. Il suo monologo, un atto unico, scritto insieme a Petro Albino di Pasquale, dura un'ora e venti minuti e ha già all'attivo 28 repliche dal debutto, avvenuto il 26 marzo 2006 a Roma. La regia dello spettacolo è di Enrico Maria Lamanna, le musiche originali di Antonio Di Pofi, disegno luci di Stefano Pirandello, scenografia di Maria Teresa Padula, costumi Teresa Acone, fonica Sara Armenta, direttore di scena Tonino di Giovanni, distribuzione il Cerchio di Gesso di Foggia. «Lo Zì - spiega l'interprete e coautore - è uno spettacolo teatrale che si propone di mettere in risalto il problema della diversità. Chi sono i diversi? Sono persone che percepiscono la vita diversamente dagli altri e che spesso vedono erigersi muri sempre più alti. Oggi, nella società dell'immagine e del bello, il diverso appare deforme, cattivo, apolitico. Per abbattere il mutismo e il semplicismo delle rappresentazioni è stata meditata un'opera teatrale che si prefigge il compito di trattare il problema dell'handicap in maniera alternativa, una rivoluzione copernicana che ribalti le prospettive. La vita di una persona nell'arco di trasformazione di cinquant'anni, da quando essere uno storpiato era sinonimo di piaga infetta e untuosa, fino ai nostri giorni quando si coniano nuovi sinonimi per mortificare e ignorare il problema, il diversamente abile». «Questo spettacolo - prosegue Mancini - non ha nessun compito, non vuole e non può ovviamente risolvere i problemi dell'handicap, maunire e avvicinare persone colpite dal problema e non farle sentire sole. Questo monologo vuole urlare a coloro i quali hanno vissuto e vivono il dramma in prima persona, e soprattutto alle loro famiglie, di non vergognarsi della propria condizione, non c'è nulla da nascondere ». Lo spettacolo Lo Zì è autoprodotto e ha ottenuto l'aiuto della Provincia di Bari, del Comune di Bitonto, del Trambus Spa di Roma e dell’ufficio del delegato alle Politiche sociali di Roma, Ilena Argentin. «Un grande aiuto - aggiunge Mancini - l’ho avuto anche da Carmelo Grassi, presidente del consorzio Teatro Pubblico Pugliese, che ha visto lo spettacolo per ben due volte». Tutte le informazioni su Lo Zì si possono trovare sul sito internet www.lozi.it, attraverso il quale è anche possibile mettersi direttamente in contatto con Mimmo Mancini, conoscere le date e i luoghi dei prossimi appuntamenti, leggere la rassegna stampa sullo spettacolo e trovare ogni genere di curiosità e notizia. «Sono fuori da qualsiasi logica di appartenenza - conclude Mimmo Mancini -. I miei santi in paradiso sono le persone che vengono a vedere lo spettacolo e poi decidono di darmi una mano perché sono riuscito a trasmettere loro qualcosa».

Francesca Mandese
 
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