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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Musica classica gratis nelle periferie - 26/10/2007

Iniziativa dell’Ancem con l’orchestra dei Solisti di Napoli

Musica a ingresso gratuito all’Auditorium di Scampia, nelle Parrocchie dei Santi Francesco e Chiara di Ponticelli, di Sant’Eligio Maggiore in zona Mercato, dei Padri Rogazionisti ai Colli Aminei, del Sacro Cuore alle Case Puntellate e nel Circolo Culturale Cangiani al Rione Alto. Sono questi i luoghi in cui, da ieri sera all’8 dicembre, l’Associazione Napoli Capitale Europea della Musica, in accordo con l’assessorato alla Cultura del Comune partenopeo, porta con lodevole successo il suo impegno socio-culturale e civile a favore delle famiglie e soprattutto dei giovani di alcune delle realtà più difficili in città e dintorni. L’iniziativa appena varata s’intitola «Concerti nelle chiese e nei teatri di periferia»: cinque programmi - dalla carrellata di musiche per il cinema a Puccini, Grieg, Barber, Brahms, Respighi, Britten, così come dal Settecento alle canzoni d’arte napoletane - per quindici appuntamenti, tutti godibilissimi, affidati ai Solisti di Napoli diretti da Susanna Pescetti. Nel mirino, offrire non spettacoli effimeri ma una presenza strutturale sulla linea di quanto già abbozzato ad esempio a Forcella con i concerti per Annalisa in San Severo al Pendino. «Un indirizzo d’intervento sul territorio ormai prioritario nella futura strategia della stessa associazione - secondo quanto dichiarato dal presidente, Franco Iacono, nel presentare la manifestazione - delineatosi dopo un concerto in una scuola di Scampia», al termine del quale gli fu appunto sottolineato il rammarico per la fugacità dell’evento. Infine, le parole dell’assessore Oddati: «L’arte figurativa e la musica, entrambe veicoli di cultura e d’impegno civile, devono imparare a spostarsi perché l’educazione alla legalità passa anche per la crescita culturale e la valorizzazione dei luoghi di periferia, spesso centri di grande storia e qualità ». Il senso dell’iniziativa, quindi, è quello di non pretendere che i giovani della provincia napoletana vengano in città per assistere a concerti o spettacoli, ma portare la musica e la cultura nei centri storici dei piccoli centri della periferia urbana di Napoli. E combattere anche così, con la musica, l’isolamento: spesso «quartier generale» della camorra.

Paola De Simone
 
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