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 ARTICOLO - Cartellone (Puglia)
 
Lecce rivedrà la «Tosca» il «Sansone e Dalila» e il «Barbiere di Siviglia» - 25/10/2007

LECCE - Ultima tranche di stagione sinfonica. La sezione autunnale dell’Orchestra Ico «Tito Schipa» di Lecce prende il via domani con l’esecuzione dell’Incompiuta di Franz Schubert e della Sinfonia in re minore di Cesar Franck. Sul podio del teatro Politeama Greco salirà il croato Niksa Bareza, che negli ultimi anni ha diretto anche alla Scala di Milano e al San Carlo di Napoli alcune importanti produzione operistiche. Nel frattempo filtrano le prime indiscrezioni sulla Stagione lirica 2008 organizzata dalla Provincia di Lecce. A quanto pare l’operazione «svecchiamento» è destinato a proseguire. In apertura di stagione, il catalogo si arricchirà, infatti, di un titolo fuori dal repertorio tradizionale, così com’era accaduto lo scorso anno con il riuscito allestimento del Cavaliere della rosa di Richard Strauss, mai programmato prima a Lecce. Stavolta la situazione è solo appena diversa. Perché è difficile non parlare di novità praticamente assoluta anche nel caso di Samson et Dalila (Sansone e Dalila), grand-opéra del 1877 cui è maggiormente legata la fama di Camille Saint-Saëns. A Lecce l’opera manca dal lontano 1966. E quello di quarantuno anni fa rimane, peraltro, l’unico precedente nel capoluogo salentino del capolavoro francese, che in quell’occasione ebbe come protagonista d’eccezione Mario Del Monaco. Un nome che ritorna prepotentemente nei rimandi suggeriti dalle programmazioni firmate in questo nuovo ciclo da Filippo Zigante. Due anni fa il direttore artistico ripescò, infatti, l’Otello verdiano assente da Lecce dal 1968, quando protagonista fu ancora una volta il grande tenore, che nel 1967 aveva cantato anche in Norma. Dai favolosi anni Sessanta il balzo improvviso ai giorni nostri lo innesca Tosca. Il canto dell’eroina pucciniana affidato alla voce di Daniele Dessì, durante una delle stagioni firmate da Katia Ricciarelli (l’anno era il 2002), è ancora fresco nei ricordi dei leccesi. Per dirla con loro, è invece «da prima della Katia» che non si assiste al Politeama a una rappresentazione del Barbiere di Siviglia di Rossini, altro titolo nel cartellone approntato da Zigante. Si aprirà, così, una finestra privilegiata sull’opera buffa attraverso il titolo più rappresentativo in senso assoluto. Il quadro delle rappresentazioni liriche lo completa un dittico verista comprendente Pagliacci di Ruggero Leoncavallo e una pagina quasi del tutto sconosciuta al grande pubblico di Pietro Mascagni, la cantata In filanda, che lo stesso autore anni dopo rielaborò partorendo l’opera Pinotta, concepita su libretto di Giovanni Targioni - Tozzetti nella più riuscita versione definitiva. Se questi titoli verranno confermati - com’è molto probabile (a meno di qualche ostacolo organizzativo o ripensamento dell’ultima ora) - Zigante rafforzerà quel percorso artistico che col cartellone dello scorso anno si è andato maggiormente delineando nella ricerca di un equilibrio tra opere insolite della produzione europea dell’Ottocento e del Novecento, grande repertorio e melodramma popolare a tinte forti. Ma il cantiere è ancora aperto.

Francesco Mazzotta
 
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