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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Vergassola: sono un privilegiato - 23/10/2007

L’attore inaugura la stagione dei comici del Diana

Sono solo chiacchiere da bar quelle di Dario Vergassola. Un monologo nel quale racconta le sue interviste impossibili con «belle gnocche della tv», giocatori di pallone, politici. Lo spettacolo del comico di La Spezia apre questa sera la stagione Quadrifoglio del teatro Diana. «Sono le cose che la gente racconta al bar dopo una giornata di lavoro - dice Vergassola -, chiacchiere e divagazioni su argomenti misteriosi come lo yeti, gli Ufo, la gnocca. Poi c’è qualche canzoncina dai tempi del Maurizio Costanzo Show o da Lunga vita ai pelandroni». Vergassola, nella sua carriera di cabarettista televisiva, è stato anche censurato. «Sono stato nominato da lui in persona», racconta. «Parla con me era una trasmissione che aveva un tema preciso, ma ebbi dei problemi anche a Buldozer. Comunque non mi sembra che poi le cose siano cambiate tanto. Anzi. C’è sempre quella sensazione di precarietà. Anche se i veri precari sono altri ed io mi ritengo un privilegiato». Perché privilegiato? «Perché mi pagano per dire cazzate e poi questa sera sono a Napoli. E siamo quasi cugini. Anche a La Spezia c’è il mare ed un panorama costiero simile a quello della costiera amalfitana. Noi abbiamo il limoncino, voi avere il limoncello». Ma le analogie non finiscono qui. Dario Vergassola ha «studiato » Napoli durante la registrazione della trasmissione «Tenera è la notte» con Arnaldo Bagnasco. «Facevo il pendolare con Napoli e mi è servito a capire molte cose. Uno scambio culturale. Quando c’era il servizio militare quelli di La Spezia venivano qui e i napoletani venivano da noi. Emi sono sempre sentito un po’ del Sud. Forse per le mie origini molto umili. Comunque, vista la città e conosciuti gli abitanti, credo che sia più accettabile essere sfigato a Napoli che a Milano. Da voi c’è almeno una certa scenografia ». La comicità di Vergassola è spesso surreale e connotata da una certa autoironia. «Come capita ai liguri il primo obiettivo delle battute siamo noi stessi - dice Vergassola - prima facciamo battute sui nostri difetti e poi ci dedichiamo al prossimo. Sul mio naso, per esempio sono meglio di Bergerac. Comunque sono gag su temi riconoscibili da tutti. Come quelle che ti vengono quando sei con i tuoi amici di sempre». Lo spettacolo sarà replicato fino a sabato 27.

Biagio Coscia
 
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