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Sepe: «Rinascere alla speranza» - 20/10/2007

Domani il Papa a Napoli. Imponenti misure di sicurezza

NAPOLI - Benedetto XVI, capo della Chiesa cattolica, il patriarca ortodosso Bartolomeo I e l’arcivescovo di Canterbury, primate della chiesa anglicana, Rowan Williams, si ritroveranno insieme a Napoli per la prima volta in occasione del ventunesimo incontro mondiale di preghiera per la pace, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio da domani al 23 ottobre sul tema: «Per un mondo senza violenza». Un abbraccio storico e sicuramente unico che simbolicamente unisce le principali religioni cristiane e che intende dare inizio ad un nuovo corso delle giornate mondiali di preghiera che dal 1986, grazie all’intuizione di Giovanni Paolo II, lanciano un messaggio di pace universale. Da quella data infatti gli incontri si sono succeduti in diverse parti del mondo a Roma (1987 e 1988), a Varsavia nell’89, in occasione dei cinquanta anni dall’inizio della seconda guerra mondiale. Quindi a Bari, Malta e, nel 1992 a Bruxelles sul tema dell’unità europea e del suo rapporto con il Sud del mondo. Nel 1993 il pellegrinaggio ha fatto sosta a Milano e, negli anni seguenti, ad Assisi e poi a Firenze. Una riunione particolare si è tenuta nel 1995 a Gerusalemme, sul rapporto fra ebrei, cristiani e musulmani. Nel 1998 l’eccezionale Incontro di Bucarest per la prima volta organizzato dalla Comunità insieme alla Chiesa ortodossa di Romania. La presenza di numerosi patriarchi ortodossi e cardinali, ma soprattutto il nuovo clima di dialogo ha aperto la strada alla prima visita del Papa in un paese ortodosso, avvenuta a Bucarest pochi mesi dopo.Mamai prima d’ora era successo che i tre leader si ritrovassero insieme. L’evento, fortemente voluto dal cardinale Sepe, qui assume, dunque, caratteristiche d’eccezione e fa registrare cifre record: 520 esponenti di altre religioni tra cui dodici cardinali, sei patriarchi, quattro capi di Stato: oltre al nostro Napolitano i presidenti di Tanzania, Malawi ed Ecuador. La moglie del capo dello Stato del Mozambico Guebuza, diversi i ministri tra cui D’Alema e Mastella, il ministro degli Interni d’Israele Shitrit, l’inviato speciale del presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Shaat, il capo del Senato del Kazakistan Tokayev, il ministro francese per le città, Christine Boutine, il monaco birmano Uttara, il nobel per la pace, l’argentino Esquivel, il «ministro degli esteri» della chiesa russa Kyrill. Rappresentanti delle religioni orientali: oltre ai buddisti anche Induisti, Shintoisti, Zoroastriani. Ottanta saranno ospiti del Papa in Seminario. Uomini politici e leader religiosi troveranno posto negli hotel del lungomare mentre per le 3500 persone coinvolte dalla comunità e provenienti da diverse parti del mondo: Africa, America, Asia ed Europa, sono stati predispoti gli alberghi del centro storico e della provincia. Oltre mille i volontari che faranno parte dell’imponente macchina organizzativa. 50 agenti di Polizia penitenziaria giungeranno in pulmann per la serata finale. L’inaugurazione al San Carlo di domenica 21 alle 17,30 prevede, oltre alla presenza di Bartolomeo I, già da domani in città per celebrare i Vespiri nella chiesa ortodossa di San Pietro e Paolo alle 17,30, il rabbino capo d’Israele Metzger, il premier Romano Prodi e oltre cinquecento invitati. Trentadue le tavole rotonde in programma in città presso Castel dell’Ovo, Stazione Marittima, e Federico II in via Partenope, ma anche in periferia: a Ponticelli dove il russo Alexander Ogorodnikov, prigioniero in Gulag per anni, racconterà della sua casa famiglia che si prende cura dei bambini moscoviti e a Scampia che vedrà la presenza dello sceicco Sakouta. 4 i ricevimenti in programma: sabato a Castel dell’Ovo, organizzato dal Comune, domenica offerto dalla Regione a Palazzo Reale, lunedì dalla Provincia, martedì dalla Curia a Palazzo Reale. Dal colle di Assisi di venti anni fa al Vesuvio di Napoli lo spirito soffia ancora forte.

Elena Scarici
 
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