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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Semkov: felice di aiutare il San Carlo - 19/10/2007

Il maestro sostituisce Tate sul podio della prima della stagione sinfonica

Primo piano sull’Orchestra del Teatro San Carlo in apertura e per gran parte dei diciannove appuntamenti in programma con la nuova stagione di concerti del Lirico napoletano, al via domani sera in regime manageriale capitanato dal commissario Nastasi con la consulenza artistica di Gianni Tangucci. Parzialmente mutato, infatti, il repertorio inaugurale che, sostituendo per motivi di salute Jeffrey Tate con Jerzy Semkow e, accanto alla prevista Seconda di Brahms, Butterworth e Schumann con la fantasia sinfonica «Francesca da Rimini» di Ciajkovskij, stringe l’obiettivo dell’ascolto sulla compagine strumentale della Fondazione per portarne in piena luce, con due partiture dello stesso anno (1877) ma per stile assolutamente distanti, le abilità tecniche e le potenzialità timbrico-espressive. «In ogni teatro musicale del mondo, nei momenti più difficili, è sulle braccia dell’orchestra che cade il peso e l’onore della responsabilità dell’istituzione», sottolinea in merito ai giorni del commissariamento il maestro Semkow, più volte ospite del San Carlo e da Parigi subito dettosi «felice di poter aiutare il Massimo napoletano». Anche perché, «quanto a velocità di progressi durante le prove - assicura - l’Orchestra del San Carlo detiene senz’altro un primato da record». Quindi, il maestro aggiunge con il saldo temperamento di sempre: «In tal senso il programma scelto - innervato com’è, in Ciajkovskij, sullo spunto poetico dantesco diviso fra il serrato descrittivismo strumentale degli orrori infernali e la tristezza senza fine narrata da un’orchestra quasi con voce e lacrime umane, mentre, in Brahms, sull’olimpica densità strutturale - si rivela un biglietto da visita ideale per mostrare al pubblico sia il virtuosismo che la bellezza del suono napoletano». Quanto all’intera locandina, su diciannove appuntamenti, nove vedranno dunque protagonista l’orchestra di casa (di cui quattro con Coro), guidata dalle bacchette di Wayne Marshall per Gershwin, di Tate, Abel e del grande Temirkanov mentre, solo tre, saranno le compagini ospiti (Philharmonique di Luxembourg diretta da Krevine con il violinista Capuçon per l’op.64 di Mendelssohn, Orchestra di Padova e del Veneto con Michele Campanella e Monica Leone, Filarmonica di San Pietroburgo). Infine, salda la dorsale pianistica con Stephen Beus (Vendôme Prize 2006), Rafal Bechaz (Chopin 2005), Krystian Zimmermann (il 7 aprile, in tandem con la Scarlatti), la superba triade Argerich- Goerner-Hubert per l’omaggio al maestro Scaramuzza, il duo Bresciani-Nicolosi più Coro sancarliano, Uto Ughi (26 e 27 aprile) con Specchi in recital e, in primavera, l’«Era» di Maggio desimoniana.

Paola De Simone
 
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