Campania
Puglia
Economia
 
Home
Storia
Iniziative
Rubriche
Contatti
 
Annunci legali
Meteo
Info traffico
Trova lavoro







   
 
 
 ARTICOLO - Cartellone (Puglia)
 
«Bari e la nostra identità. Un lungo gioco di scambi» - 18/10/2007

Il nuovo disco dei Radiodervish stanotte alla Feltrinelli

BARI - Saranno i baresi i primi acquirenti del nuovo album dei Radiodervish L’immagine di te, in vendita da domattina in tutti i negozi di dischi. Il cd, pubblicato da Radiofandango, sarà disponibile dalle ventiquattro di oggi in esclusiva alla Feltrinelli di Bari, dove alle 22.30 partirà una veglia con Nabil Salameh e Michele Lobaccaro, che in attesa della mezzanotte presenteranno le canzoni del nuovo lavoro con uno showcase a ingresso libero. Una scelta naturale, quella di lanciare il disco da qui, visto che il duo italo-palestinese ha sempre considerato la città, da tempo diventata anche «la» città di Nabil, quel punto d'incontro tra Oriente e Occidente ricercato in dieci anni di carriera, tanti quanti ne sono passati dalla costituzione dei Radiodervish dopo l’esperienza degli Al Darawish. Ma in che modo il rapporto dei due musicisti con Bari si è evoluto sul piano degli stimoli e delle influenze? «Col tempo siamo diventati sempre più parte della città», risponde Lobaccaro. «Bari ha creato la nostra identità e noi abbiamo costruito un pezzettino dell’identità di Bari, che si è riscoperta punto d’incontro privilegiato di culture». Vi sentite dei precursori? «Diciamo che abbiamo avuto l’occasione di sperimentare dieci anni fa un’esperienza che oggi sta diventando realtà. Basta guardare nelle scuole, dove convivono bambini di diverse etnie. Magari un giorno alcuni di loro formeranno un gruppo musicale. E noi non rimarremo lamosca bianca». In questi anni com’è cambiato il vostro modo di pensare le canzoni? «Con L’immagine di te pensiamo di aver raggiunto un obbiettivo: conquistare il linguaggio della musica leggera, che pure abbiamo sempre seguito. In veste di produttori Franco Battiato e Pino Pinaxa Pischetola, che ha anche mixato il disco, ci hanno aiutato a trovare una freschezza di linguaggio che c’è sempre mancata perché era impossibile raggiungerla con i soli nostri mezzi.Econ il tastierista Alessandro Pipino, autore degli arrangiamenti con me e Nabil, siamo riusciti a trovare anche un sound di gruppo più definito grazie al maggiore coinvolgimento del batterista Antonio Marra e della violinista Anila Bodini». Battiato ha sempre aleggiato sul vostro percorso artistico. Da quando tempo stavate cercando questa collaborazione, aldilà dell’esperienza di Amara terra mia? «Da sempre. Del resto quest’incontro arriva dopo un percorso graduale iniziato con i suggerimenti che Battiato ci ha dato a distanza anche quando abbiamo realizzato i primi dischi». Caparezza, ospite nel pezzo Babel, sembra quanto di più distante dai Radiodervish. E invece…? «Invece è stato molto naturale scrivere e arrangiare con lui. Da tempo immaginavamo un incontro che non fosse solo da vicini di casa». Particolare anche la collaborazione con la cantante salentina Alessia Tondo. «Ha una voce straordinariamente matura, nonostante i suoi sedici anni. E merita di andare ben oltre i confini dell’etnicità di provenienza ». Anche in questo disco l’amore rimane il principale motivo ispiratore della canzoni dei Radiodervish. «Ma amore inteso in senso molto ampio. Non a caso abbiamo intitolato il disco L’immagine di te, che in realtà richiama un complesso gioco di specchi». Anche il suo confronto con Nabil nasce da un gioco di riflessi? «Vale per tutti. Nelle note di copertina diciamo, citando Mevlana Jelaluddin Rumi, che la verità è come uno specchio frantumatosi sulla terra. Ognuno ha raccolto un pezzetto pensando che quello fosse la sua verità. Ma per avere una visione più ampia bisogna necessariamente confrontare quel pezzo con gli altri. Cosa che i fondamentalisti non hanno ancora capito». Venerdì esce in tutti i cinema La giusta distanza di Carlo Mazzacurati, che ha inserito nella colonna sonora del film la canzone Eravan tratta dal precedente album Centro del Mundo. Come mai il rapporto con il mondo delle immagini inizia a farsi sempre più stretto? «Forse perché abbiamo sempre vissuto la nostra musica per immagini. Quindi non ci sorprende che l’interesse per la visionarietà dei nostri lavori stia crescendo. E, infatti, nostre musiche finiranno in altri film e in un cartone animato. Ma i dettagli sono ancora un segreto».

Francesco Mazzotta
 
OSSERVATORIO SULLA CAMORRA
Racket a Napoli: ''Troppa omertà nei quartieri borghesi''
CLICCA QUI
 
Osservatorio sulla camorra | Storia | Iniziative | Rubriche
Edizione Campania | Edizione Puglia |Corriere Economia
Servizio meteo | Info traffico | Trova lavoro
P. Iva 06890970632 editoriale del mezzogiorno srl Realizzato da D&D - Dinamica Digitale