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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
La sorpresa del Kinder diventa opera - 18/10/2007

Parte stasera la quattro giorni di «Artecinema»

Sul manifesto e sulle brochure della dodicesima edizione di «Artecinema» campeggia un pupazzetto di plastica. È un piccolo troglodita, con una pelle addosso verde, una sorta di clava in pugno e un sorriso un po’ scimmiesco. Questo logo inusuale è uno degli infiniti gadget regalati ai bambini in circa trent’anni dalla Kinder, la linea di ovetti in cioccolato della Ferrero. Il regista Pascal Goblot ne ha fatto una raccolta con tremila sorprese, al pari di tanti altri collezionisti sparsi per il mondo, che hanno innalzato un piccolo oggetto di consumo a vera e propria icona d’arte. E questo ben oltre Duchamp e i suoi famosi ready-made. Ne è venuto fuori un film,Du Kinder surprise considéré comme une oeuvre d’arte, che lo stesso autore presenterà sabato alle 18.15, a suggello quasi degli incredibili paradossi che sottendono l’essenza stessa dell’arte contemporanea. Che ancora una volta sarà scandagliata in tutte le sue manifestazioni grazie ai trenta film scelti dalla direttrice artistica Laura Trisorio e suddivisi in quattro serate (da oggi, ore 19.30, fino a domenica) all’Augusteo di Napoli. «Apriamo — spiega la curatrice — con tre film importanti: Quelli di Bagheria di Paolo Jannuzzi, Candy in the eye - The crazy world of David Lachapelle di Hilka Sinning e Ives Klein, La révolution bleue di François Lévy-Kuentz. Nel primo legato alla figura del fotografo Ferdinando Scianna (che sarà presente per l’occasione), c’è un ritratto dell’Italia meridionale all’indomani della guerra, un paese in cui convivono arcaismo e segnali di trasformazione. Il secondo presenta invece un altro fotografo, che meglio di altri, esprime la patinata civiltà post-pop degli Stati Uniti. Infine nell’ultimo c’è il ritratto di un artista che in pochi anni è riuscito a scuotere le fondamenta stesse dell’arte contemporanea». Nelle serate che seguiranno non mancheranno altri appuntamenti notevoli dedicati ai vari filoni del fare artistico. Per esempio quello che lega fra di loro tre film di sapore «polare»: Annie Pootoogook di Marcia Connoly dedicato all’artista eschimese, Library on ice - Lutz Fritsch in the Antarctic, diMaria Anna Tappeiner e Reinhard Wulf che racconta della spedizione in Antartide dell’artista Lutz Fritsch, o Art from the Arctic di David Hinton, che racconta del viaggio al Circolo Polare Artico di scienziati, scrittori ed artisti, tra cui Rachel Whiteread e Antony Gormley, intenti a realizzare opere in questo ambiente incontaminato. Altri titoli di sicuro richiamo sono, infine, Enzo Cucchi, Beuys and Beuys e Klimt ou le testament d’Adèle, e per l’architettura e il design Lo spirito folletto di Riccardo Dalisi, Renzo Piano - un centro per Paul Klee e Great expectations. a journey through the history of visionary architecture, un viaggio nell’architettura visionaria del nostro tempo.

Stefano de Stefano
 
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