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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Ostermeier: «Spettatori, salite sul palcoscenico!» - 14/10/2007

L’invito del regista tedesco del «sogno» shakespeariano «Il pubblico può cambiare lo svolgimento della pièce»

Il pubblico entra attraverso il palcoscenico, e viene invitato alla festa. Gli attori offrono vino e sorrisi - ad Atene e a Berlino ci sono scappati anche baci e carezze - ma è lo spettatore il vero artefice del proprio ruolo in questo «Sogno di una notte di mezza estate», targato Thomas Ostermeier E Costanza Macras. E, infatti, proprio il regista tedesco, protagonista ieri mattina di un incontro allo Spazio Tenda Uno del Teatro Festival Italia, ha tenuto subito a precisare: «E’ la gente che indirizza lo spettacolo, tocca agli spettatori decidere se restare in scena con i nostri attori e ballerini o piuttosto raggiungere le più rassicuranti poltrone. E l’andamento della performance ovviamente ne risente. Anche se è bene chiarirlo, non è il caso di avere chissà quali aspettative. Spesso gli articoli hanno un po’ ingigantito il senso orgiastico del nostro evento». Che piuttosto si orienta su un altro tema, se vogliamo molto più spirituale, esistenziale. «L’idea di realizzare il Sogno shakespeariano è nata da una riflessione sulla precarietà dei nostri rapporti, specie quelli sessuali. A tutti noi è capitato infatti di desiderare moltissimo un’altra persona, di farne quasi un idolo, e poi caso mai, dopo averci trascorso una notte insieme, risvegliarsi con la sola idea di fuggire al più presto. E questo senso di precarietà dell’amore, specie quello fisico, è tutto modernamente dentro la scrittura dell’opera del Bardo di Stratford». Tocca poi a Costanza Macras, coreografa argentina partner di Ostermeier in questo progetto, spiegare le ragioni dell’allestimento. «Il discorso sulla immediatezza e la successiva perdita, che è al centro dello spettacolo, ci ha spinti ad ambientare l’azione in una grande festa, una di quelle in cui, anche perché aiutati dall’alcool, ci si incontra, ci si ama e ci si perde solo dopo qualche ora. Questo spiega anche la scelta di usare la band dal vivo del cantante Alex Nowitz, che regala a tutti una buona dose di adrenalina». Un’intossicazione dionisiaca - comeè stata definita dalla critica tedesca - in una città dalle forti radici dionisiache. «Ero già venuto a Napoli - conclude Ostermeier - come semplice turista. Mi dividevo fra la città e la Costiera Amalfitana. Un’esperienza indimenticabile. Tutti gli amici italiani, conoscendo il mio teatro, mi avevano consigliato di venire qui, mi parlavano infatti della città più ricca di energia e di stimoli creativi.Ed infatti non si sbagliavano».

Stefano de Stefano
 
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