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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Trionfo alla Scala per De Simone - 12/10/2007

Applausi per «Socrate». Lissner: il San Carlo ha il primato storico nella lirica

Non il pubblico delle grandi occasioni scaligerema un parterre che ha caldamente applaudito artefici e interpreti, musica, versi e allusioni che ben scolpiscono, con il «Socrate immaginario» di Paisiello firmato Roberto De Simone e targato San Carlo, passato e presente della cultura di Napoli. Unpubblico che ha saputo ridere delle mordaci battute nel sapido dialetto teatrale desimoniano ed apprezzare la continua invenzione dei giochi drammaturgico-musicali, se non con qualche riserva (raccolta nel foyer) per il didascalismo televisivo del Galiani di Lubrano e un fischio beffardo per il caricaturale Mastr’Antonio di Filippo Morace. Per il resto, pieni consensi al cast guidato dall’ottimo Simon Orfila e da Monica Bacelli, per gli attori Morea e Javarone, per Orchestra (diretta da Fogliani), Coro, Coro di voci bianche e tersicorei del Lirico napoletano. Aria nuova, dunque, nonché «dignità, disciplina e un grande senso di responsabilità nel rappresentare Napoli attraverso l’opera e il suo massimo Teatro», così come ribadito dal commissario Nastasi, ieri anche lui a Milano per il progetto scaligero «porte aperte». Progetto che, al debutto operistico del San Carlo con il Socrate, ha aggiunto il concerto diretto da Pehlivanian subentrato a Jeffrey Tate, ricoverato a Napoli in condizioni di salute tali da far parlare di un’altra bacchetta— Kuhn o Jurowski—per il nostro «Parsifal» inaugurale. Niente anticipazioni, intanto, dal neo-consulente artistico Tangucci, bensì indirizzi strategici: «Lavorare al meglio», ha dichiarato, mentre De Simone sembra stia già pensando ad uno spettacolo sulla storia dell’opera partenopea, tipo «Carosello napoletano». E ancora: «Portare la macchina sancarliana verso le tecnologie avanzate (display ad ogni poltrona e mobilità dei piani di palcoscenico "modello Scala"), considerare il pubblico come il maggiore azionista, puntare sull’equilibrio fra progettualità e mercato, raggiungere e mantenere un livello percentualmente alto. Ho trovato un teatro che funziona— ha concluso—ma il personale è esasperato dalla mancanza di soldi e spazi». Contento anche il vertice della Scala, Stéphane Lissner, dettosi disposto a risarcire il danno del recente furto delle tre trombe sancarliane. È lui che ha voluto affidare l’apertura del progetto al San Carlo con uno spettacolo tipicamente napoletano, riconoscendone, ha sottolineato, «il primato storico nella tradizione lirica del Paese». Quanto all’attuale sorte, ha aggiunto, «sono triste che una Fondazione dalla storia tanto importante debba fare i conti con una situazione economica così difficile. La Scala offrirà pertanto gratuitamente due produzioni per le prossime stagioni. Non credo nell’antagonismo fra teatri. Siamo una famiglia, che lavora per la musica».

Paola De Simone
 
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