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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
«Maria Stuart», due regine al Teatro Festival - 12/10/2007

Anna Bonaiuto è Elisabetta d’Inghilterra, sul palco con Frédérique Loliée

L’evento della terza giornata di Teatro Festival Italia è indubbiamente l’anteprima, stasera alle 21 al Mercadante, di «Maria Stuart» di Friederich Schiller, dramma ottocentesco tradotto da Nanni Balestrini e diretto da Andrea De Rosa. Ben due palchi che riproducono due bilance per le protagoniste, Anna Bonaiuto nei panni della regina d’Inghilterra Elisabetta I, e la francese Frédérique Loliée in quelli della cugina cattolica, la regnante di Scozia che dà il titolo al lavoro. Un vis-à-vis fra prime donne quindi, che però non sembra aver creato le solite ruggini. «Siamo troppo intelligenti — ci scherza su la Lolièe — per i contrasti fra attrici in scena. Al contrario con Anna si è creata una bella sintonia, la voglia di analizzare i passaggi dello spettacolo insieme, nonostante la dichiarata ostilità che caratterizza i personaggi». Vincitore di un premio Ubu con l’Elettra di Hofmannsthal, il giovane napoletano Andrea De Rosa prova a bissare quel successo con un allestimento che prova a smarcarsi dall’opera di Donizetti. «Anche perché—spiega il regista —lì si preferiva concentrare tutta l’attenzione sulle soggettività delle due protagoniste. Mentre a me interessa soprattutto evidenziare la storia che è alle loro spalle. Anche perché mi sono avvicinato a questo testo quando ho finito col convincermi che oggi, agli inizi del terzo millenio, è in corso un’altra guerra di religione, che tutti cercano di dissimulare sotto altre definizioni. E impreparato confido nel fatto che il passato e un testo come questo su analogo argomento, possano aiutarci a comprendere meglio il presente». Che, però, almeno dal punto di vista professionale, è piuttosto roseo. «Sto lavorando alla regia — conclude — de "Il matrimonio inaspettato", un’opera di Paisiello che debutterà in primavera al Festival di Pentecoste di Salisburgo, in quella finestra aperta sul barocco napoletano, diretta da Riccardo Muti». L’altro spettacolo atteso questa sera è la versione teatrale di «Chiove», in scena al Nuovo alle 19, debutto che solecita più di una curiosità dopo il successo della diretta cinematografica dell’altra sera. L’autore catalano Pau Mirò è giunto a Napoli per assistere dal vivo all’allestimento del suo testo, tradotto per l’occasione in napoletano. «Non potevamo fare altrimenti— spiegano il regista Francesco Saponaro e l’attore e traduttore Enrico Ianiello—perché ci serviva il doppio registro del magnaccia proletario e del borghese libraio entrambi alle prese con la "vendita" della giovane prostituta Lali, interpretata da Chiara Baffi». «La storia — conclude Mirò — è ambientata in un quartiere popolare di Barcellona, il Raval, per molti versi simile ai Quartieri Spagnoli». Infine domattina alle 10 nella Tenda 2 del Festival un forum su «Il Teatro e il Tempo» con Claudio Vicentini, Pasquale Sabbatino, Giulio Baffi, Ettore Massarese e Arturo Mazzarella.

Stefano de Stefano
 
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