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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Rigoletto con giochi di colore - 10/10/2007

Belle scene al Verdi per la prima della stagione lirica

Tre atti intensi e vibranti, nei quali amore, vendetta e perdono si avvicendano in un intreccio di equivoci, dove quel che appare non è, e quel che è vero si traveste di finzione. Stasera, alle ore 21, con repliche venerdì (stessa ora) e domenica alle 18.30, al Teatro Verdi di Salerno, riprende, con il «Rigoletto » di Giuseppe Verdi, la stagione Lirica, di Balletto e Concerti 2007, diretta dal maestro Daniel Oren. L’opera è diretta da Giampaolo Bisanti, con la regia di Renzo Giacchieri che - ha detto durante l’incontro intitolato «Tra palco e realtà», condotto da Peppe Iannicelli - si è ispirato all’epoca d’oro del melodramma, con i suoi spazi e le sue ingannevoli prospettive. Il «Rigoletto» è la sintesi di tante vite che, incrociandosi tra loro, generano una storia costellata di amori celati, baci dimenticati e promesse di amore e fedeltà, in un tempo in cui l’onore poteva anche far vivere o morire. Gli spettatori, dapprima, si rallegreranno sulle note della celebre aria «La donna è mobile, qual piuma al vento », interpretata dal tenore Shalva Mukeria che veste i panni dell’irriverente duca di Mantova. Si commuoveranno, subito dopo, per la morte di Gilda (Anna Skibinsky) che spirerà tra le braccia del padre interpretato dal baritono Devid Cecconi. Nel cast molti i campani, tra cui spicca la napoletana Daniela Innamorati, con la sua sensuale Maddalena verdiana. Non c’è attimo, nel melodramma, che non trasudi di tensione drammatica e di ricchezza melodica e le scenografie ricalcano gli umori dei protagonisti. Nella prima scena dominano i colori accesi che ricordano antichi fasti e balli di corte, mentre nel secondo atto i toni si affievoliscono. Un grigio elettrico veste ogni angolo del palcoscenico, per preparare la platea al gran finale. Un azzurro trattenuto farà presagire il gelo della morte e il sapore amaro della vendetta di questo enorme buffone che, sperando di far ammazzare il duca di Mantova, vedrà, invece, morire sua figlia.

Francesca Blasi
 
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