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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Associazione Scarlatti al via con i giovani - 03/10/2007

Philharmoniker Sinfonietta Berlin stasera all’Auditorium della Rai

Dal classico puro della scrittura sinfonica di Mozart (K.201) ed Haydn (La Passione) al Romanticismo giovanile ed elegante della Sinfonia n.9 di Mendelssohn per poi puntare dritto al Novecento, con nuove note per genere e mondo, con un trittico di Ragtimes «doc», firmati dal texano Scott Joplin. E’ giocando sulla divaricazione di stili e linguaggi musicali che dunque s’inaugura stasera alle ore 21, all’Auditorium della Rai di Napoli, la stagione di concerti dell’Associazione Alessandro Scarlatti. Stagione ulteriormente segnata infatti, quest’anno, da una molteplicità d’indirizzo fra scelte di confine - pensiamo al debutto assoluto delle prime composizioni orchestrali di un super fenomeno mediatico quale Giovanni Allevi, al fianco della Philharmonische Camerata Berlin, alla «Kronomachia » affidata in singolare tandem al Daniele Sepe Art Ensemble of Soccavo più il medievale ensemble Micrologus - a un vertice del sacro quale «La Creazione» di Haydn interpretata, il 24 aprile in esclusiva nazionale, dal grande Frans Brüggen sul podio dell’Orchestra del XVIII Secolo. O, ancora, a prestigiosi interpreti di rito quali Krystian Zimerman e Radu Lupu per il tradizionale focus sul Grande Panismo Internazionale a Napoli, Victoria Mullova e la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen diretta da Paavo Jarvi, il barocchista Ton Koopman, il 6 dicembre, con la sua Amsterdam Baroque Orchestra.Ametà strada, quindi, la formula «Pensavo fosse Bach» varata da Mario Brunello che eseguirà in forma particolarissima le «Suites per violoncello solo» del celebre compositore di Eisenach, chiuso - come sarà - in un cubo di tulle: tra musica, parole e un video di Vinicio Capossela. Di assoluto primo piano, infine, gli artisti chiamati a dar forma al programma di stasera: sono i musicisti della Philharmoniker Sinfonietta Berlin, giovane e prima orchestra da camera nata dai mitici Berliner Philharmoniker con la peculiarità di un direttore stabile, il rumeno con cittadinanza austriaca e residenza svizzera Ion Marin presente, appunto, oggi sul podio. Allievo di Carlo Zecchi, Franco Ferrara, Sandor Vegh e a lungo vicino alle lezioni di Karajan e Kleiber, Marin ha diretto alcune delle più interessanti formazioni musicali d’Europa con un’attenzione speciale per la contemporanea. Dal 2006 è direttore ospite principale della Filarmonica di Mosca.

Paola De Simone
 
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