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 ARTICOLO - Prima pagina (Campania)
  Per sei mesi hanno bevuto diossina - 03/10/2007

Un intero paese rimane a secco dopo l’allarme inquinamento

Due anni fa s’incendiò una cabina dell’Enel nei pressi del pozzo comunale, e nella falda idrica finì un quantitativo di policloruro di bifenile. In pratica, diossina. Ora, a Sant’Angelo d’Alife, un paese di 2500 abitanti in provincia di Caserta, il sindaco accusa: per sei mesi la gente ha continuato a bere acqua inquinata senza saperlo. Risultato: oggi Sant’Angelo è rimasta a secco, senza fornitura idrica, perché l’acquedotto non dà sufficienti garanzie. Il sindaco del piccolo centro ai piedi del Matese accusa i tecnici dell’Arpac, l’agenzia regionale che si occupa dell’ambiente: «Ci hanno avvertito in ritardo». L’Arpac replica: sarebbe toccato all’Asl predisporre una campionatura dei pozzi, chiedendo poi all’agenzia di verificare la potabilità dell’acqua.

Fiore, Izzo
 
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