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Visita di Bertinotti, l’ira di Divella sulla Regione - 02/10/2007

L’accusa: «A differenza di Emiliano non sono stato invitato a parlare. E quante bugie sul cerimoniale»

Bari - «Dialogo e conflittualità: le due cose non sono necessariamente in contrasto, dipende su che cosa avviene la conflittualità». Non aveva neanche fatto in tempo a terminare la frase il presidente della Camera, Fausto Bertinotti - in visita ufficiale ieri in Puglia e ospite d’onore alla cerimonia solenne che si è tenuta nell’aula del consiglio regionale - che la conflittualità fra vertici istituzionali pugliesi è esplosa in tutta la sua evidenza. Anche per iscritto. «Mi accingo a buttar giù una vibrante lettera di protesta al presidente del consiglio regionale pugliese, Pietro Pepe, per fargli rilevare l’assoluta mancanza di tatto istituzionale ». Ad aver già pronta la penna in mano è il presidente della Provincia di Bari, Enzo Divella che, ieri, ha disertato l’appuntamento istituzionale in Regione in occasione della cerimonia solenne, per protestare sulla disparità di trattamento fra lui - che figurava solo fra gli invitati alla cerimonia, ma senza diritto di parola - e il sindaco di Bari, Michele Emiliano - che figurava non solo fra gli invitati, ma che è stato anche l’unico ad intervenire oltre Bertinotti, Vendola e Pepe. Eppure, qualche avvisaglia nei giorni scorsi c’era già stata: bastava privilegiare il dialogo alla conflittualità, tanto per stare ai consigli di Bertinotti ripetuti a più riprese per l’intera mattinata di ieri. Il dialogo, in verità, era stato tentato, ma viziato da qualche informazione errata. Divella, infatti, appena ricevuto l’invito aveva chiesto spiegazioni in Regione, «ma il mio ufficio si è sentito rispondere che tutto dipendeva dal cerimoniale imposto dalla Camera dei deputati ». Non convinto, è così voluto andare fino in fondo personalmente: «Ho parlato con il dottor Sorbello, capo del cerimoniale della Camera». E si è sentito rispondere testualmente: «Noi siamo solo ospiti del Consiglio regionale che ha organizzato tutto. L’unica nostra richiesta è stata quella di non far intervenire tutti i consiglieri regionali per non allungare troppo i tempi della permanenza del presidente della Camera ». Sicuramente un solo intervento in più non avrebbe pregiudicato così tanto i tempi di marcia. Preso atto della situazione, il presidente della Provincia di Bari ieri ha preferito non esserci all’appuntamento in Consiglio, ma ha comunque trovato il modo di salutare il presidente della Camera durante la sua visita alla mostra sulla rinascita del Parlamento, allestita nel Castello Svevo di Bari e voluta dalla presidenza della Repubblica per tener vivo il ricordo dei padri costituenti. «Se le cose stanno così come mi è stato assicurato dal cerimoniale della Camera - continua Divella - si è trattato di una doppia scorrettezza, istituzionale e politica: se il sindaco era in veste di primo cittadino, allora non si comprende perchè io non abbia avuto diritto di parola visto che, fra l’altro, rappresento tutte le province pugliesi nell’Upi, essendone il presidente regionale. Se, invece, era in veste di candidato del Pd, allora anche io mi sarei potuto dilungare sulla necessità della Cosa bianca». Amareggiato il presidente Pepe: «Io dico solo che, dopo la cerimonia, il presidente Divella è stato a colazione con noi e Bertinotti al circolo della Vela e pensavo di avere chiarito il malinteso». E spiega: «Gli uffici mi hanno consegnato un format dicendomi che questa era la procedura e io non sono stato lì a controllare, poi l’ho portato in conferenza dei capigruppo così come era. E’ ovvio che non c’era nessun intento di mancare di rispetto a qualcuno. D’altra parte, si sarebbero potuti risentire anche i presidenti delle altre Province che non c’erano. Credo davvero che non sia il caso di far polemica su tutto, a che serve?». Ma Divella non molla e aspetta le scuse ufficiali.

Saracino
 
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