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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Teresa, una musa per Emmer - 26/09/2007

Saponangelo narratrice nel nuovo film del cineasta

Luciano Emmer è a Procida invitato dal «Vento del cinema» per presentare la sua ultima pellicola, «La musa pensosa», un film sulla rappresentazione del pensiero greco-romano riletto attraverso le statue dei filosofi e la voce dell’attrice napoletana Teresa Saponangelo nel ruolo di Polimnia, la narratrice. Ma il decano del cinema italiano non si lascia sfuggire l’occasione per ricordare l’assurdo epilogo di un altro film, un inedito su Napoli girato tre anni fa all’ombra del Vesuvio. «Quel progetto - spiega infatti il regista - nacque grazie al mio profondo legame con la città partenopea, nato nel ’46 durante le riprese del "Miracolo di San Gennaro". Prodotto da Rino Piccolo si intitola "I magici colori di Napoli" ed è un excursus che combina immagini della città attuale con poetici acquerelli dell’800. Vuole essere infatti un omaggio alla bellezza di questo territorio scritto con le parole dei viaggiatori del Grand Tour, che scorrono ai piedi delle immagini». Dopo tre anni, però nessuno ha ancora visto quel film. «Perché all’epoca fui ricevuto in pompa magna dal sindaco Iervolino che mi abbracciò commossa per l’onore di avere il grande Emmer (sono parole sue) in città per girare un film su Napoli. Io non chiesi niente, nessun finanziamento, anche perchè non farei mai un film con soldi pubblici. Accennai solo alla possibilità che almeno i napoletani potessero vedere un film che li riguardava così da vicino. Bastava organizzare almeno una serata con una proiezione. Ricevetti ampie rassicurazioni ed invece eccoci qui, con il film abbandonato in un cassetto. Se dovesse continuare il silenzio napoletano, chissà potrei chiedere a Enrico Grezzi di proiettarlo qui a Procida il prossimo anno». Questa situazione imbarazzante non ha incrinato però il suo rapporto con la città. «Assolutamente no. A 90 anni non sono questi gli episodi che ti cambiano la vita. Dico solo che è un peccato, anche perché chi ha visto il film ne è rimasto entusiasta ». Come i tanti che videro "Il miracolo di San Gennaro". "Quel film ha una lunga storia: i carabinieri che facevano da scudo alla folla il 19 settembremi fermarono per blasfemia. Chiedevo loro di farmi passare per raggiungere il vescovo che avrebbe fatto una versione del miracolo solo per la mia macchina da presa. Dopo varie ore trascorse in questura ci volle l’intervento dello stesso prelato per farmi uscire».

Stefano de Stefano
 
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