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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Stein, Crippa e Cappuccio fanno rinascere il teatro di Laurino - 23/09/2007

La sfida degli artisti cilentani: pièces in una sala settecentesca sorta su una chiesa del ’400 in cima alla montagna

Il sogno di Fitzcarraldo si è finalmente avverato: non nella foresta amazzonica ma a 85 chilometri a sud di Salerno, a Laurino, nell’alta valle del Calore, nasce un teatro d’eccellenza. È un piccolo gioiello del ’700, sorto al posto della quattrocentesca chiesa del convento francescano di Sant’Agostino, quello che riapre oggi pomeriggio, dopo mezzo secolo d’incuria, con un parterre d’eccezione: i registi Peter Stein e Ruggero Cappuccio e l’attrice Maddalena Crippa. Costata finora, tra fondi regionali e comunali, circa 730 mila euro, la sala, di proprietà comunale, conta duecento posti e dagli anni ’30 agli anni ’50 ha avuto modo di ospitare ottime compagnie teatrali soprattutto di Napoli. È l’unica in tutto il comprensorio cilentano, se si esclude il teatro La Provvidenza di Vallo della Lucania gestito dalla curia arcivescovile, in cui far nascere e sviluppare laboratori e percorsi d’arte per il riscatto di un territorio da sempre emarginato dai circuiti culturali. Artefici di una sfida che è al tempo stesso una scommessa un sindaco, Gaetano Pacente, che ha puntato al recupero dell’intero centro storico di Laurino (nel restauro s’inseriscono anche il convento e la chiesa di Sant’Antonio e il Palazzo Ducale) e due donne che non hanno mai rinnegato le proprie origini salernitane: l’attrice Almerica Schiavo, laurinese, che con Stein ha lavorato nel Tito Andronico, direttrice artistica del teatro, e la giornalista Luciana Libero, consulente per l’organizzazione. «Non è stato semplice accettare un ruolo che sarà estremamente impegnativo», riflette Almerica Schiavo mentre sovrintende agli ultimi ritocchi prima del taglio del nastro. Il teatro è una bomboniera, suddiviso su due piani, con la volta centrale lasciata a vista e il palcoscenico aperto, ideale per rappresentazioni d’avanguardia. I camerini sono ancora in via di realizzazione ma il grosso del recupero ormai è fatto. «All’inizio avevo pensato di adattarmi alla situazione — riprende la direttrice artistica — poi però ho capito che dovevo ribaltare l’approccio, è il contesto che deve adeguarsi a me». Da qui la decisione di aprire invitando «il mio maestro Peter Stein e Maddalena Crippa che ci regalerà un recital di poesie». Figlia di un consigliere provinciale impegnato sul territorio, venuto a mancare molti anni fa, Almerica Schiavo sente forte il richiamo delle sue origini. «Come Ruggero Cappuccio — aggiunge — anche lui è del Cilento, un altro mio sogno avverato: è venuto quest’estate a vedere il teatro, portato da un suo amico, gli è piaciuto e l’ho invitato a studiare qualche progetto per noi». Il sipario (che non c’è) è pronto ad alzarsi, lo spettacolo va a cominciare. E dopo? Cosa succederà? «Molti sono i progetti in corso sul nuovo spazio — anticipa la direttrice artistica— progetti che si muoveranno in stretto rapporto e sinergia con il territorio: l’ipotesi di dar vita ad un Festival nel cuore del Cilento su teatro di poesia e drammaturgie contemporanee con il coinvolgimento dei migliori artisti europei; attività di formazione e iniziative itineranti lungo il percorso dell’Unione dei Comuni che comprende una popolazione di 8.060 residenti. Durante l’inverno avvieremo una serie di incontri con i maestri del teatro: hanno già dato la loro adesione Roberto De Simone, Mario Martone e lo stesso Cappuccio ». Due le incognite, infine, che restano sullo sfondo. Il pubblico: riuscirà ad adeguarsi ad Almerica Schiavo e alle sue scelte lontane dalle tentazioni commerciali? «Credo che ce la faremo — è la risposta fiduciosa della Fitzcarraldo in gonnella —qui c’è stato quest’estate Jazz in Laurino, è andata bene, il pubblico si è dimostrato recettivo, ha sete di qualità». L’altra incognita sono i fondi per sopravvivere. «Tutto questo lavoro — precisa la Schiavo — nasce dalla passione, stiamo lavorando tutti a titolo gratuito. Ci auguriamo però di ottenere ascolto dagli enti competenti, se non ci aiutano con un sostegno economico noi non potremo esistere ». «Chi sogna può muovere le montagne», ripete spesso Fitzcarraldo interpretato da Klaus Kinski nel bel film di Werner Herzog. Qui nel Cilento le montagne quest’estate sono state incendiate dai piromani. All’orizzonte c’è un altro fuoco che però divampa, il sacro fuoco del palcoscenico.

GABRIELE BOJANO
 
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