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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Vannelli, concerto evento a Cuma - 20/09/2007

L’artista canadese agli scavi. «Black cars» diventa ballad

Per tanti ragazzi degli anni ’80, poco propensi a lasciarsi sedurre dai suoni extra-minimal di tastierine monocordi o dall’oscillare di teste alla Righeira, quella di Gino Vannelli fu un’importante via d’uscita. E c’è da scommetterci che stasera nel Parco Archeologico di Cuma, per la sua prima volta in Campania, ci saranno molti di loro, con qualche capello in meno e qualche chilo in più, pronti però a rivivere le emozioni regalate un tempo dal loro idolo. Con una buona formazione musicale alle spalle, ereditata dal padre jazzista, il cantante italocanadese (d’origine molisana) insieme a i fratelli Ross e Joe aveva realizzato infatti tra la metà degli anni ’70 e l’inizio del decennio successivo un’originale sintesi espressiva che fondeva la migliore tradizione della canzone americana a sonorità rock e jazzy. Con lui si comincia a parlare di fusion, termine fortunatissimo che edulcorava ed evolveva in termini di massa la riuscita ibridazione jazz-rock avviata da Miles Davis. La sua potente vocalità, modulabile però e ricca di sfumature, aveva fatto il resto diventando un punto di riferimento per gli amanti della musica di qualità. Nel suo linguaggio il soul, il jazz e anche la tradizione melodrammatica (sia pure trasfigurata con attualità) sono le coordinate sulle quale l´artista ha agito al di sopra dei generi musicali superando le mode e regalando esibizioni live sempre diverse. Basta ascoltare in rapida successione album come «Powerful People» del 1974, «Storm at Sunup» del 1975, «The Gist of The Gemini» del 1976, «A Pauper in Paradise » del 1977, «Brother to Brother» del 1978 e «Nightwalker» del 1980. Stasera, il repertorio spazierà da canzoni come «Crazy Life» del ´73 (tratta dall´omonimo primo album) a «I Just wanna stop», da «Living inside myself» a «Wild Horses», passando anche per brani più recenti; tutti riarrangiati e resi, a volte quasi irriconoscibili (come nel caso della pop-hit dell´85 «Black Cars» tras f o r m a t a i n u n a b a l l a d funky-jazz). Sul palco degli scavi di Cuma, con Vannelli suoneranno Michiel Borstlap al pianoforte e tastiere, Boudewijn Lucas al basso e Erik Kooger alla batteria. L’inizio del concerto organizzato da Hullabaloo è fissato per le 22.

Stefano de Stefano
 
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