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Tutto da rifare, annullati i test a Medicina - 20/09/2007

La decisione di Petrocelli non piace a Mussi: meglio punire solo i colpevoli

Bari - Le prove d’esame per l’ammissione alla facoltà di Medicina e Odontoiatria sono annullate. «Non voglio che ci siano aloni inquietanti di incertezza - aveva detto il rettore Corrado Petrocelli in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno - altrimenti non approverò gli atti del concorso». E, così è stato. Dopo una riunione fiumein Ateneo in serata è arrivato il provvedimento del senato accademico. «E’ stata una decisione sofferta ma meditata e adottata perchè l’università è parte lesa - ha detto Petrocelli - non approvo gli atti e quindi il test viene annullato. Siamo consapevoli che questa è una scelta dolorosa che potrà creare sconcerto tra coloro che hanno superato la prova onestamente - ha continuato - ma è volta a garantire a tutti pari opportunità per l’accesso a una carriera universitaria. L’indagine della procura è lunga e non potrà essere risolta in tempi brevi, maha dimostrato che il fenomeno è diffusivo e che sono venuti meno tre principi fondamentali: par condicio, segretezza e trasparenza a causa di un’organizzazione esterna all’università. I candidati dovranno sostenere a breve un test di riserva - aggiunge il rettore - elaborato contestualmente al primo dalla stessa commissione. Vorrei aggiungere che la mia decisione nasce indipendentemente dai documenti che ho ricevuto oggi(ieri, ndr) dalla procura - conclude - non ho visto i nomi degli indagati per non esserne influenzato, sono rimasti nella cassaforte del rettorato, ma dalle carte emerge una grave compromissione del procedimento. Gli indagati potranno comunque partecipare ai nuovi test». Sull’annullamento delle prove il Ministero dell Università e della Ricerca precisa che «si tratta di una autonoma valutazione del Rettore di Bari, unico titolare del potere di annullamento». Il Ministero precisa inoltre che sugli episodi di Bari e sui conseguenti atti da adottarsi «ha richiesto il parere dell’Avvocatura Generale dello Stato che ha chiarito che «le prove devono considerarsi invalide limitatamente ai soggetti specificatamente individuati che hanno violato le regole concorsuali senza che sia necessario procedere all’annullamento dell’intera procedura selettivà. Questa quindi resta la posizione del Ministero». Intanto il numero degli indagati per corruzione e truffa i danni dello Stato è salito da 7 a 33 (tra cui 24 studenti) ma nei prossimi giorni il pm Francesca Romana Pirrelli iscriverà altri 19 ragazzi nel registro degli indagati e così il numero arriverà a 52. Tra questi sono compresi anche i nomi di una vigilante che a Chieti non avrebbe controllato sul corretto svolgimento delle prove e di un uomo che ha inviato via sms le risposte ai quiz sul telefonino di una matricola che sosteneva i test a Bari. I candidati finiti nel registro degli indagati sono quelli che hanno frequentato i corsi tenuti dal principale indagato, Marcantonio Pollice, che dopo pagamento di una ingente somma di denaro avrebbe assicurato ai ragazzi il superamento dell’esame. I ragazzi che hanno barato, secondo gli investigatori, hanno ricevuto la soluzione questionario direttamente sul telefonino nascosto tra la biancheria intima. Per aiutare i ragazzi erano state allestite due sale operative, la prima in un’abitazione privata e la seconda all’interno del Policlinico dove venivano elaborate le risposte e poi inviate ai candidati.

Angela Balenzano, Francesco Cristino
 
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