Campania
Puglia
Economia
 
Home
Storia
Iniziative
Rubriche
Contatti
 
Annunci legali
Meteo
Info traffico
Trova lavoro







   
 
 
 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
«Napoli, megalopoli scenica tra innovazione e tradizione» - 14/09/2007

Parla Renato Quaglia, direttore del Festival del Teatro

«Ho ricevuto la nomina solo ieri e la prima cosa che farò sarà lavorare in sintonia con gli obiettivi strategici della Fondazione Campania Festival». Il friulano Renato Quaglia, per otto anni alla guida manageriale della Biennale di Venezia, sarà quindi il responsabile del Festival Nazionale del Teatro voluto a Napoli da Francesco Rutelli. Quale linea caratterizzerà le sue scelte? «Innanzitutto ringrazio le istituzioni campane per l’incarico affidatomi. Inoltre saluto positivamente il fatto che il festival stia nascendo proprio adesso e che non abbia incrostazioni pregresse. Anche perché è l’idea stessa di festival, legata agli anni ’70, a richiedere un profondo aggiornamento». Di che tipo? «Da una parte deve essere fortemente ancorato al territorio in cui si sviluppa, e dall’altra misurarsi con le tematiche del nuovo urbanesimo, a Napoli come in altre metropoli più che mai attuali. Ho diretto recentemente la sezione Architettura della Biennale di Venezia e il tema delle megalopoli mi interessa molto». Territorio, ma anche civiltà teatrale. «Napoli è l’unica realtà italiana dove questa civiltà continua a esistere ed in cui innovazione e tradizione convivono. Cosa che non accade invece in altre città pur teatralmente significative come Venezia, Genova o Palermo. Undato imprescindibile per un festival come il nostro (che non caso si svolgerà all’ombra del Vesuvio) che offrirà ancora più visibilità internazionale a questo fenomeno ». A ottobre si svolgerà il prologo, ha visto il programma? «Lo trovo straordinario, soprattutto se penso al poco tempo in cui è stato messo su. Mi piace la sua idea complessa di contemporaneità. Il problema sarà caso mai mantenere in futuro questo livello. Io ragiono su progettualità triennale per consentire agli artisti un respiro maggiore. In ogni caso già in presenze come quelle di Bob Wilson, degli artisti indiani o del regista napoletano Andrea De Rosa, tutti presenti a ottobre, si coglie il senso di una tessitura ricca di colori non uniformi. Perché giovane e vecchio non sono concetti anagrafici, piuttosto la velocità e la lentezza». Lei si è dimesso nello scorso giugno dalla Biennale di Venezia per la mancata attenzione alle necessità del bilancio. Un monito anche per Napoli? «In cima alle mie attenzioni c’è sempre l’equilibrio delle spese per cui anche qui non spenderò un euro in più di quello mi sarà concesso. È un sistema di lavoro che mi sono imposto e che sin qui ha dato i suoi frutti». Ragione di più per il governatore Bassolino — visti i tempi che corrono al San Carlo — di salutare nell’arrivo di Quaglia «la particolare capacità organizzativa e gestionale di un vero e capace manager culturale».

Stefano de Stefano
 
OSSERVATORIO SULLA CAMORRA
Racket a Napoli: ''Troppa omertà nei quartieri borghesi''
CLICCA QUI
 
Osservatorio sulla camorra | Storia | Iniziative | Rubriche
Edizione Campania | Edizione Puglia |Corriere Economia
Servizio meteo | Info traffico | Trova lavoro
P. Iva 06890970632 editoriale del mezzogiorno srl Realizzato da D&D - Dinamica Digitale