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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Toni Servillo «indaga» nelle sale - 14/09/2007

Dopo il successo a Venezia, esce il film «La ragazza del lago»

autoritario commissario Sanzio il protagonista de «La ragazza del lago». Di nuovo uno straordinario Toni Servillo, con il suo «mastodontico», minimalismo riempie il racconto cinematografico. Si deve, quindi, molto al talento campano, dal cast (gli altri napoletani sono Valeria Golino e Nello Mascia), alla produzione (Nicola Giuliano e Francesca Cima), parte del successo di uno dei pochi film italiani apprezzati dalla critica all’ultima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Opera prima di Andrea Molaioli, il lungometraggio sarà da oggi, distribuito dalla Medusa, in 3 sale cittadine (Filangieri, Arcobaleno e Med), per un totale di 15 copie in Campania e 125 su tutto il territorio italiano. Attorno a Servillo, si muovono tanti ruoli che, seppur piccoli in termini di quantità, sono di grande qualità. Tra questi spiccano interpreti notevoli come Omero Antoniutti, Anna Bonaiuto, Fabrizio Gifuni. Una recitazione generale di forte impatto emotivo, per questo noir in stile europeo, per freddezza e distacco nella scelta narrativa, che restituisce un’Italia poco vista sul grande schermo. Non fa il verso ai serial o ai film americani il regista, ma attraversa una sua personale visione della provincia. Regalando allo spettatore tutta l’angoscia e le piccoli nevrosi quotidiane, che solo un piccolo centro può contenere. Tratto da un romanzo della norvegese Karin Fossum, il thriller racconta delle indagini attorno alla morte di una giovane ragazza avvenuta in un tranquillo paesino del Friuli, Montano, portate avanti dal commissario Sanzio. Tutti coloro che Sanzio interroga possono essere potenziali assassini.E alla storia principale dell’indagine, si sovrappone quella personale del commissario, affetto da problemi della pelle, ma soprattutto angosciato dall’irrimediabile malattia della moglie, che ha perso del tutto la memoria. Ma Sanzio non è il solo personaggio a provare questo smarrimento di fronte alla follia di un caro. La malattia mentale e la sua configurazione sociale e familiare sono gli altri elementi della pellicola. Al di là del giallo c’è soprattutto questo nel film di Andrea Molaioli: la morte o la rassegnazione di fronte ad un dolore che non trova riposo.

Rosaria Désirée Klain
 
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