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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Casertavecchia, tornano i balli di «Sfessania» - 11/09/2007

Atmosfere cinquecentesche per la prima nazionale a Settembre al Borgo

Nacquero a Napoli nella seconda metà del sedicesimo secolo, le danze partorite dall’intreccio di pratiche canore popolari, gestuali e teatrali.A loro fu dato il nome, sicuramente originale, di «Balli di Sfessania» e in un manoscritto del 1588 Giambattista Del Tufo scriveva: «Veder quel ballo, donne mie senza spese, vi guarirebbe alfin febbre e migranie». A questa danza «terapeutica» e ai relativi disegni dell’illustratore francese Jacques Callot, si ispira quindi il progetto teatrale intitolato appunto «Sfessania», una prima assoluta di questo Settembre al Borgo targato Maurizio Scaparro, a Casertavecchia, stasera alle 21 al Teatro della Torre, all’interno del Festival Internazionale di Strada «Il mondo della luna». «Spettacolare, corale, magico», come lo definisce l’autore Bruno Garofalo, questo excursus storico musicale, vede protagonista un attore napoletano di grande esperienza come Mariano Rigillo, che interpreta il ruolo del prepotente e spaccone Capitan Malagamba. Le musiche sono di Eugenio Bennato, l’adattamento e la scenografia dello stesso Garofalo che dirige un ensemble di attori, cantanti, mimi, danzatori, musici fra cui Mario e Virgilio Brancaccio, Fiorenza Calogero, Franco Castiglia, Andrea de Goyzueta, Davide D’Antonio, Giuseppe Parisi, Anna Teresa Rossini, Sergio Solli, Patrizia Spinosi, Titta Troise ed Enrico Vicinanza. In un allegorico sabba maschere come il Zanni, capitani, donne, travestiti, rievocheranno così il patrimonio etnomusicale campano, dando fondo ai Canovacci teatrali, ai Gliommeri e agli Scenarii dei secoli XVI e XVII che contribuirono a creare le basi della Commedia dell’Arte, con dialoghi, balli, suoni e mille acrobazie. Il progetto porta la firma di Nunzio Areni (che il ballo di Sfessania lo eseguiva al flauto nel 1972 ai tempi della Nuova Compagnia di Canto Popolare coordinata da Roberto De Simone), mentre il progetto coreografico è di Aurelio Gatti. I disegni di riferimento di Jacques Callot, concepiti dall’artista a Firenze tra il 1615 ed il 1617, ritraggono gli spettacoli di guitti girovaghi che al tempo si rappresentavano nelle strade e nelle piazze di Toscana e del resto d’Italia.

Stefano de Stefano
 
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