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 ARTICOLO - Cartellone (Puglia)
 
Lastella: «Eccomi a Venezia grazie alla scelta di Marra» - 05/09/2007

Parla l’attore foggiano finalmente protagonista

La storia è quella di un’arrampicata. A compierla è un finanziere che, abbandonando gli scrupoli, miete denaro e potere. E pure sesso, ovviamente. Anzi: il letto di Caterina, donna influente e matura, gli serve da trampolino di lancio per raggiungere i piani alti della società, oltre che delle società (finanziarie). Un personaggio cattivo, questo Filippo Costa; un bello senz’anima che arriva nelle sale cinematografiche, anche pugliesi, venerdì 7 settembre. Il film che ne narra le imprese è L’ora di punta di Vincenzo Marra; è in concorso alla 64esima Mostra del Cinema di Venezia, dove sarà proiettato domani sera, 6 settembre (Sala Grande, ore 21.45). A interpretare l’emergente senza ritegno è un altro emergente: Michele Lastella, nato a Cerignola 32 anni fa, che dopo una gavetta di lusso (Accademia Silvio D’Amico di Roma, teatro goldoniano e shakespeariano, Amanti e segreti su Raiuno con Monica Guerritore, Eccezziunale veramente, capitolo secondo… me insieme a Sabrina Ferilli) esordisce da protagonista al fianco di Fanny Ardant. Come è stato scelto per questo ruolo? «Al regista mi ha proposto Fabiola Banzi (una delle più note direttrici di casting del cinema italiano, n.d.r.) che mi aveva selezionato già anni prima, per caso ». Che significa "per caso"? «E’ una di quelle storie che sembrano costruite a tavolino, e invece giuro che è vera. Io avevo accompagnato un mio amico a fare un provino. Era il 6 agosto 2002, ancora me lo ricordo. Finito il provino stavamo per andarcene. Fu allora che la Banzi uscì fuori e disse. "Beh, visto che c’è, facciamo un provino pure a lui; se non c’è un ruolo in questo film, ce ne potrà essere uno in futuro". La cassetta col mio provino rimase quindi nell’archivio Rai. Sei mesi dopo il regista Gianni Lepre, che stava preparando la prima serie di Amanti e segreti la visionò e mi scelse per interpretare Andrea Emiliani, un cardiochirurgo che diventa l’amante della protagonista: Monica Guerritore. E adesso la stessa Fabiola Banzi, d’intesa con il mio agente, ha suggerito il mio nome a Marra per L’ora di punta». E Marra? «Marra cercava un protagonista meridionale, di estrazione sociale umile: il personaggio sarebbe dovuto essere così. Per la Banzi e il mio agente quel tipo si adattava perfettamente a me. Ora: Marra è molto scrupoloso. Se si prefigge di vedere mille candidati, li vede tutti. Non scende a compromessi, è una persona integerrima, ce ne sono pochi così. Mi ha visto come numero due, su 50-60. Sin dall’inizio, per lui il protagonista sarei dovuto essere io. Ma ha voluto continuare a selezionare altri attori. Ho dovuto aspettare un mese e mezzo, per essere chiamato. E’ stata dura attendere: quasi un’agonia». Fino a che punto si corrompe il finanziere Filippo Costa? Che cosa arriva a fare? «Diciamo che arriva a spingersi contro i propri principi, quelli da cui era partito. E’ un finanziere, figlio di finanziere, ha origini umili, è uno che deve controllare le irregolarità dell’economia e del fisco. E approda alla sponda opposta. Diventa un immobiliarista che diserta tutte le regole possibili per potersi imporre nel mercato. Mi sembra che questo basti per definire il livello di corruzione al quale arriva». Qual è stata la scena più difficile da interpretare? «E’ una scena legata al padre di Filippo. Filippo riguarda la foto del padre, che non c’è più. E’ un momento molto intimo, che ha a che fare con la perdita di una persona. In più, è accaduto che Vincenzo Marra abbia perso suo padre durante la lavorazione del film. E io mi rendevo conto che per lui quella scena era molto delicata. Dico: una settimana prima era morto il suo papà… e io dovevo guardare la foto di mio padre scomparso, e commuovermi. Emotivamente, non è stato facile». Monica Guerritore, Sabrina Ferilli, adesso Fanny Ardant, con la quale ha anche dichiarato di aver avuto un rapporto personale splendido e molto affettuoso… Ma la sua fidanzata non è gelosa? «Beh, sì. Siamo tutti un po’ gelosi. Ma viviamo nel 2007. Al giorno d’oggi esiste un tipo di libertà per cui si può essere gelosi anche se il compagno lavora come infermiere, o direttore di banca. Lei ha molta fiducia in me. Ed è molto ironica. Fa le battutine. Ad esempio: "Adesso vedremo come ci starai al fianco di una donna più grande di te"».

Claudio Gabaldi
 
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