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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
La Ferilli produce, Albertazzi dirige - 04/09/2007

A Benevento Città spettacolo la prima di «Sunshine»

Visti il cast e la produzione, lo spettacolo che debutterà in anteprima nazionale questa sera alle 22 al Teatro Comunale di Benevento, sembra avere tutti i caratteri di un evento patinato. Uno di quegli allestimenti, cioè, destinati a raccogliere nella prossima tournée invernale un largo consenso di pubblico più aduso al tubo catodico che al vecchio sipario in velluto rosso. Un evento, insomma, piuttosto spurio rispetto al contesto serio e rigoroso del festival sannita. E invece a ben guardare, questo «Sunshine» di William Mastrosimone, prodotto da Sabrina Ferilli, tradotto e diretto da Giorgio Albertazzi e interpretato da Benedicta Boccoli e Sebastiano Somma, promette di regalare un’energia postmoderna, sprigionata da una favola a tinte agrodolci, costruita nel segno di un erotismo ammiccante ma per nulla manieristico. Il testo, infatti, è trasgressivo e delicato al tempo stesso e ci parla di un incontro tra un principe azzurro dei nostri giorni e una giovane da salvare e redimere. Le storie dei due personaggi si svolgono aGenova, città portuale di arrivi e partenze, con un’anima malinconica e schiva, ma ricca e vivace. «Sunshine - spiega Albertazzi - è una quasi prostituta che lavora in un peep-show, dove si esibisce a pagamento alle spalle di un vetro senza poter vedere però l’uomo che le ordina le varie pose. Un po’ come accadeva a Nastassja Kinski in "Paris Texas". E Benedicta va benissimo per questo ruolo, possiede infatti un fascino freddo…». «Mostro il mio corpo - aggiunge l’attrice - per eccitare gli uomini, ma in realtà il mio personaggio è fragile e sensibile, innamorandomi alla fine di uno dei miei clienti, una paramedico timido che lavora sulle ambulanze». Di tutt’altro segno, alle 20.30 all’Hortus Conclusus, lo spettacolo di Lucia Poli, «Patricia Highsmith: Brividi », dedicato alla grande giallista texana. «Mi è venuta voglia di presentare questa autrice - spiega l’attrice fiorentina - attraverso alcuni dei suoi racconti che si offrono più facilmente alla comunicazione teatrale. Ho pensato a una serie di cinque racconti come a una partitura musicale con scansioni di ritmo e tappeti di atmosfere, con improvvisi lampi e aperture. Ho affidato quindi a giovani musicisti la composizione delle musiche e la loro esecuzione dal vivo ».

Stefano de Stefano
 
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