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 ARTICOLO - Cartellone (Puglia)
 
Gli abissi della terra tra scienza e avventura. In valle d’Itria cento grotte «nuove» in vent’anni - 02/09/2007

Addentrarsi in un universo sotterraneo di grotte, abissi e caverne per seguire i percorsi segnati, in un remoto passato, dal drenaggio delle acque. Lunghe passeggiate negli anfratti carsici della Puglia: Altamura, Castellana e Valle d’Itria. La speleologia, ovvero lo studio delle grotte e delle loro caratteristiche fisiche e biologiche, esce oggi dalla sua connotazione puramente scientifica per diventare un’attività rivolta a chiunque decida di sviscerare il sottosuolo; un’avventura per ogni sportivo in cerca di emozioni forti e con voglia d’esplorare. In Puglia la speleologia nasce a Martina Franca più di trenta anni fa, grazie alla passione dei giovani fondatori del Gruppo Speleologico Martinese. Notevoli i passi mossi dal gruppo rispetto ai primi rudimentali e poco sicuri mezzi per accedere in grotta; oggi si è passati alle grandi esplorazioni moderne, sempre più affascinanti e quasi prive di pericoli, perciò adatte a tutti. In Puglia esistono vari gruppi speleologici, la maggior parte dei quali riuniti sotto la guida e gli indirizzi della Federazione Speleologica Pugliese che annovera anche il Gruppo Grotte Castellana, lo Speleo Vespertilio di Bari e il Cars di Altamura. LA STORIA - La speleologia ha radici che rimontano alle più antiche fasi della storia umana. Sin dalla preistoria l’esplorazione delle caverne ha coniugato elementi di necessità, soprattutto per il riparo offerto all’uomo, con elementi di spiritualità. Le grotte sono sempre state percepite come luogo di contatto con il sovrannaturale, come accesso a l mondo degli spiriti. L’intenso impatto psicologico delle grotte ha per anni interferito con la possibilità di percepirle come puro luogo geografico. Tuttavia, la prima segnalazione di attività di speleologica risale già all’ 853 a.C., epoca nella quale il re assiro Shalmaneser III visitò le grotte alle sorgenti anatoliche del fiume Tigri. In Italia la speleologia, intesa come scienza, nasce ufficialmente a Trieste a cavallo tra fine ’800 e primi del ’900. IN PUGLIA - L’attività speleologica può essere riassunta in due indirizzi principali: il didattico e l’esplorativo. Ogni anno il Gruppo Speleologico Martinese e altri gruppi della Federazione organizzano corsi di primo livello, indirizzati a tutti coloro che intendono avvicinarsi al mondo speleologico. Una serie di lezioni teoriche, su tutte le materie che risultano attinenti alla speleologia, affiancano l’attività pratica: si comincia con la geologia per poi passare allo studio della morfologia carsica, della biospeleologia, dell’archeologia e, infine, della tutela del patrimonio carsico. Pochi gli strumenti necessari per operare nel mondo ipogeo, innanzi tutto un buon impianto di illuminazione, il casco, l’imbragatura e le corde. Durante i corsi non mancano le escursioni in grotta e in gravina, dove si possono imparare le tecniche di progressione su corda. La parte più attraente del mondo speleologico resta senza dubbio l’attività esplorativa; solo nel territorio di Martina Franca sono state scoperte più di cento grotte negli ultimi vent’anni. Ogni corsista viene accompagnato da un professionista durante le prime passeggiate sotterranee, poi si procede in autonomia. AMBIENTE - I gruppi speleologici provvedono in molte occasioni a denuciare i casi di degrado del territorio e sono, non di rado, i primi a verificare discariche abusive che depauperano il paesaggio carsico. «Ad esempio - racconta Marino Semeraro del Gsm - il gruppo si è occupato della bonifica della Grave di Monte Tullio, della Grotta del Cuoco, della Grotta di Pilano, di Nove Casedde e Grotta Grassi, fra le più belle in Puglia. Le prime tre - conclude Semeraro - si prestano per essere facilmente visitate anche dai meno esperti. Discorso a parte merita la Grotta Grassi, la cavità più profonda delle province di Taranto, Brindisi e Lecce, grazie ai suoi 147 metri di profondità ». Ma in Puglia esistono anche abissi più importanti, Campolato nel foggiano e Faraualla nelle Murgia barese. Basta avere coraggio: c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Mara Maggiore
 
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