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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Ravello, Corsicato rilegge Cocteau - 31/08/2007

Al Festival «La voix humaine» musicata da Poulenc

Pochi lavori teatrali trasudano passione quanto «La Voix Humaine», scritto da Jean Cocteau e musicato da Fancis Poulenc. E così il Ravello Festival, nell’anno tutto dedicato alla Passione, mette in scena l’intenso lavoro della coppia francese nella versione originale da camera, affidandone la rilettura registica a Pappi Corsicato, cineasta non nuovo a digressioni interessanti in ambito musicale. Lo spettacolo, che vede un’intensa Maria Ercolano nell’impegnativo ruolo protagonistico, con Antonio Maione al pianoforte, si sviluppa su due binari paralleli, alternando la parte recitata a quella cantata, Cocteau a Poulenc. In scena, appunto, il soprano, mentre su uno schermo verrà proiettata, in un video firmato dallo stesso Corsicato, l’azione teatrale, quasi fosse un flashback di quanto accade dal vivo. Prodotto dal Ravello Festival in collaborazione con il Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini, questo nuovo allestimento de «La voix humaine » (capolavoro reso celebre da leggendarie voci di attrici e cantanti, da Edith Piaf a Simone Signoret, e poi ancora Anna Magnani, Felicity Lott, Raina Kabaivanska) è andato in scena per una sola sera a Napoli, nel maggio scorso, ed ora viene riproposto in una versione ripensata da Corsicato (con il disegno luci di Cesare Accetta) per gli spazi affascinanti di Villa Rufolo. La protagonista del cortometraggio è Elena Bucci. «Ho voluto trasporre la vicenda in una dimensione alterata e straniante, lontana da accenti realistici che mal si adattano al dramma di una donna resa folle dal dolore e dalla solitudine - racconta Corsicato nelle note di regia - e per giungere alla rappresentazione del delirio amoroso, ho scelto di sdoppiare il livello narrativo: da un lato il pubblico vedrà, celata da un velo, la protagonista-cantante, ormai impazzita e chiusa in manicomio, persa nel ricordo di una telefonata fatale; accanto a questa presenza prenderà forma, in alternanza alla parte musicale, l’alter ego della cantante, ovvero la sua proiezione recitante rimandata attraverso le immagini del cortometraggio. Allo spettatore il compito di trovare una consecutio o semplicemente un nesso, per nulla assodato, tra i due momenti narrativi».
 
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