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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Roberto Benigni alla Reggia - 30/08/2007

Sold-out per «Tutto Dante» a Caserta

La reggia vanvitelliana di Caserta sarà, questa sera, tutta per Roberto Benigni, un’arena di quattromila posti esauriti in prevendita già da una settimana. Salti mortali, quindi, per l’amministratore dell’Ept Enzo Iodice costretto a tener dietro a richieste piovute da ogni parte, telefonate anche imploranti per non mancare al «Tutto Dante» dell’aretino più famoso d’Italia. Il parterre si affollerà, questa sera, anche di nomi della politica e di varie autorità. Atteso il prefetto Alessandro Pansa, ospite del prefetto di Caserta Elena Stasi, mezza giunta regionale con l’assessore regionale Teresa Armato capofila, parlamentari e amministratori. Una sola telefonata d’invito personalmente indirizzata risulta abbia fatto Benigni, una sorta di «precettazione » per Toni Servillo che certamente sarà presente, interrompendo il tour de force cui si è sottoposto dal 16 agosto scorso per le prove della «Trilogia della Villeggiatura » di Goldoni in coproduzione col Piccolo di Milano, in anteprima a Caserta, prima a Milano e poi in giro per l’Europa. Ci sarà il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti, che dice: «A un evento del genere non si può mancare, soprattutto dopo aver appreso dal Corriere del Mezzogiorno che Benigni ha abitato e recitato a Caserta per quattro mesi nel 1972, occasione quindi per un saluto postumo». Quale delle cantiche dantesche preferisce? «L’Inferno: è la più congeniale al ruolo di sindaco, ai problemi da affrontare, inflitti come pene». Anche l’eurodeputato di Fi Riccardo Ventre predilige l’Inferno. «In particolare il personaggio di Ulisse e quel suo "fatti non fummo a viver come bruti…". Ma Ventre allo spettacolo non ci sarà, «perché - sottolinea - rifiuto l’avanspettacolo di satira a senso unico, di lotta politica tutta contro Berlusconi». Il sottosegretario alla Pubblica Istruzione, Gaetano Pascarella dei Ds, di rimando: «A godermi Benigni ci sarò, non è vero che la sua satira sia a senso unico, ne ha per tutti. L’attore è superlativo ed ha il merito di aver portato Dante in tante piazze italiane, come una star della musica. Quale canto amo di più? Il Canto III dell’Inferno, dove c’è gente che soffre, che espia, che non ha più speranze e che tocca il cuore».

Franco Tontoli
 
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