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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Toni Servillo e Vincenzo Marra a Venezia - 28/08/2007

Alla Mostra con «La ragazza del lago» e «L’ora di punta»

Dalla commedia al noir, passando ai gangster movie. Poi documentari,biopic e un insolito ricordo di un western all’italiana. Lo sbarco dei campani a Venezia è vario e molto movimentato. Si inizia con «Bianciardi!». Il documentario del napoletano Massimo Coppola sulla vita di Luciano Bianciardi sarà presentato il 31 agosto nella sezione «Giornate degli autori». Prodotto da Giacomo Papi, Francesca Cima e Nicola Giuliano il lavoro ripercorre la vita di L u c i a n o B i a n c i a r d i (1922-1971), uno degli scrittori e giornalisti più influenti degli anni Sessanta. Si trasforma nell’ispettore Sejer, l’istrionico Toni Servillo nel lungometraggio «La ragazza del Lago» (in programma al festival il 3 settembre), opera prima di Andrea Molaioli - aiuto regista in passato di Nanni Moretti, Mimmo Calopresti e Carlo Mazzacurati. «Ho immaginato dall'inizio il film su Toni Servillo— ha spiegato il regista—se non si fosse innamorato della storia e non avesse accettato di interpretarla, confesso che mi sarebbe stato difficile adattarlo a qualcun altro». Attorno a lui, si muovono tanti ruoli che, seppur piccoli in termini di quantità, sono di grande qualità. Tra questi spiccano interpreti notevoli come Anna Bonaiuto, Omero Antonutti, Fabrizio Gifuni e gli altri due partenopei Nello Mascia e Valeria Golino. Il 4 settembre tra i protagonisti de «Il Dolce e l’Amaro» di Andrea Porporati (unico italiano in concorso, insieme con Paolo Franchi e il napoletano Vincenzo Marra) c’è Renato Carpentieri. Nel cast Luigi Lo Cascio, Donatella Finocchiaro e Fabrizio Gifuni. Il film «Il Dolce e l’Amaro» è il dolce del potere e della ricchezza e l’amaro il carcere e laminaccia continua alla vita si svolge nell'arco di 25 anni, tra la fine dei '70 e i primi anni '90, e racconta la storia di Saro Scordia, ragazzino cresciuto per le strade del quartiere palermitano di Kalsa, che si lascia affascinare dal mito della «vecchia mafia». «Spaghetti Western» serviti da Quentin Tarantino (padrino della nuova sezione) per Gianfranco Pannone, che porta al Lido il 5 settembre il corto «Una questione poco privata — Conversazione con Giulio Questi». Il lavoro ripercorre la genesi di «Se sei vivo spara» con Tomas Milian, film del 1966, tra i più pop e cruenti del genere italiano. «Giulio — ha spiegato Pannone -— racconta la sua esperienza reale di partigiano durante la Resistenza. E i suoi ricordi sembrano sovrapporsi con la sceneggiatura del film: lì dove venivano riproposti i moti rivoluzionari in Messico».Achiudere la carrellata dei campani della 64˚ Mostra il 6 settembre sarà il film in concorso «L’ora di punta » di Vincenzo Marra. Protagonista della pellicola Filippo Costa (Michele Lastella), agente della guardia di finanza che quando incontra il fenomeno «corruzione» capisce che può cogliere l’occasione. Lo aiuta nell’impresa la bella e ricca Caterina (Fanny Ardant), la mitica attrice francese, già interprete per Martone e Sorrentino. Nel resto del cast troviamo Giulia Bevilacqua, Augusto Zucchi, Nicola Labate, Antonio Gerardi, Maurizio Tesei e Barbara Valmorin.

Rosaria Dèsirèe Klain
 
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