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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
«Merci, Kramer» ai Barbuti - 26/08/2007

Antonio Angrisano omaggia il re dello swing

Chi ha superato i 40 lo ricorderà in programmi come il «Musichiere» e «Studio Uno», trasmissioni regine del sabato sera della tv in bianco e nero. Con quel sorriso contagioso, impreziosito da un baffetto ammiccante, Gorni Kramer era sempre pronto a dare il «la» alla sua orchestra o a far volare le dita sulla fisarmonica, lo strumento che amava più di ogni altro. E a distanza di dodici anni dalla sua morte stasera alle 21.30, il Gran Gala della XXII edizione del Teatro dei Barbuti di Salerno si concluderà con uno spettacolo, «Merci beaucoup, Gorni Kramer, thank you, grazie tante», che vuole essere un omaggio al re dello swing made in Italy. Scritto da Olga Garavelli e Paolo Modugno per Michetta Farinelli e Antonio Angrisano, l’allestimento diretto dallo stesso Modugno si avvale in scena anche della cantante Daniela Barra e del pianista Daniele Adornetto. E’ l’omaggio affettuoso per uno straordinario musicista jazz, per un compositore fertile e originale. «Questa fantasia musicale — spiegano gli autori — è un piccolo dono per dire grazie, Kramer, che nel secolo appena trascorso, sei riuscito a farci sognare, per dirla con lui, con sentimento». Sul palcoscenico, due attori, un uomo e una donna e con loro una cantante e quattro musicisti. Con un medley scatenato, una cascata di note che apre lo spettacolo: «Crapa pelata », «Carlo non farlo», «Op! Op! Trotta cavallino », «Non ti fidar di un bacio amezzanotte », «Simpatica», «Pippo non lo sa», tutte canzoni con cui è difficile stare fermi. Alla fine, infatti, stremati, dopo aver cantato e ballato, i due attori si siedono a un tavolino, forse di un bar o di una «boîte» dove negli anni Trenta si suonava jazz, lontano dalle orecchie ostili del regime. Kramer aveva un talento innato e una solida preparazione musicale, unita a un entusiasmo che gli ha permesso di cavalcare l’onda di un’epoca che ha visto nascere in Italia il jazz, la radio, la commedia musicale e la televisione. Fra i talenti da lui tenuti a battesimo, cantanti come Natalino Otto e Johnny Dorelli, mentre da autore ha scritto per Garinei eGiovannini le musiche per «Gran Baraonda» (Wanda Osiris e Alberto Sordi), «Giove in doppio petto» (Carlo Dapporto e Delia Scala), «Buona notte Bettina» (Walter Chiari e Delia Scala) «Attanasio cavallo vanesio» (Renato Rascel e Tina de Mola) e poi ancora «Il Musichiere», «Canzonissima» e «L’amico del giaguaro». La serata sarà aperta dalla consegna del Premio Perrotta 2007 che quest’anno sarà conferito al gallerista salernitano Lelio Schiavone, che con «Il Catalogo» per circa quarant’anni ha indagato i percorsi pittorici del Novecento.

Stefano de Stefano
 
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