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 ARTICOLO - Cartellone (Puglia)
 
Girare il Salento «sottosopra» - 23/08/2007

A Otranto e dintorni alla scoperta di dolmen, cripte e chiese paleocristiane

Esiste un Salento nascosto al di sotto del Salento, fatto di monumenti sotterranei costruiti nel passato dall’uomo, poco conosciuti, difficili da trovare, ma spesso di una bellezza che lascia senza parole. Affreschi ancora visibili, architetture di grande interesse. Cripte, chiese paleocristiane, grotte, fiumi sotterranei e frantoi ipogei, dove si produceva il prezioso olio. Ma accanto al Salento «di sotto», c’è quello «di sopra», ben visibile: quello delle torri, colombaie o costiere, dei dolmen e dei menhir, monumenti preistorici, forse espressioni di culti solari e riti di fecondità a pochi chilometri da Otranto. Giurdignano, Minervino di Lecce, Uggiano La Chiesa e Giuggianello rappresentano il giardino megalitico più grande d’Europa, anche se le pietre del mistero sono sparse in tutta la provincia. A Giurdignano sette dolmen (camere funerarie) e sedici menhir (infissi nella roccia e orientati astronomicamente) rimandano all’età del bronzo: Vicinanze 1 e Vicinanze 2, San Paolo e la sottostante cripta affrescata con il mito della tarantola, San Vincenzo, ecc... A Minervino di Lecce, Li Scusi è il dolmen più grande del Salento (visite guidate con Vincenzo Muscatello, tel. 328.417.54.52). Per chi vuole scoprire il Salento underground Emanuela Rossi, biospeleologa e guida dello Studio Avanguardie (tel. 347.952.77.01, www.avanguardie.net) consiglia di partire dalla valle dell’Idro a Otranto che conserva numerose tracce del passato, come le colombaie, le mura megalitiche e le «laure», dove i monaci basiliani vivevano e pregavano. Qui si trovano diverse cripte come quella di Sant’ Antonio e Monte Lauro Vecchio e l’acquedotto di Carlo Magno (ipogeo con sorgente). Nella vicina Valle delle Memorie c’è un luogo davvero spettacolare: la colombaia di Torre Pinta con cripta a forma di croce e intorno le piccole celle dei monaci. Da lì si procede rapidamente verso la baia delle Orte, tra il laghetto rosso di bauxite e il panorama mozzafiato di punta Palascìa. Più a sud nel Parco Archeologico dei Guerrieri di Vaste si può visitare la cripta affrescata dei S.S. Stefani (Coop. Penelope, tel. 800.55.11.55), per poi approdare a Supersano e scoprire la cripta della B.V. di Coelimanna e Le Stanzie, dove oltre alla struttura antica della masseria che ospita un buon ristorante, si possono osservare tombe messapiche, torri colombaie, una grotta, una strada romana, una cripta e chiesa paleocristiana e due frantoi ipogei. Di trappeto in trappeto si giunge a Specchia, dove presto saranno visitabili diversi frantoi oltre a quello già aperto a l pubblico (Mediterrae, t e l . 0833.53.92.77); quindi Presicce con 10 trappeti (tel. 0833.72.64.05) e Acquarica del Capo, dove qualche settimana fa è stato inaugurato il frantoio ipogeo Madonna dei Panetti (tel. 340.404.79.83) a ridosso dell’omonima chiesa del XII secolo. Basta seguire la voce narrante e leggere i pannelli per scoprire tutto sull’antica produzione dell’olio.

Mariella Piscopo
 
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