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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Ravello Festival, Sicilia sul palco - 09/08/2007

«Il canto liberato» di Enzo e Lorenzo Mancuso

La Sicilia, con le sue atmosfere sonore e le sue storie intrise di humor, di magia mistica e di crudo naturalismo, è protagonista della giornata odierna dal Festival di Ravello. Mentre nella sede del Comune costiero si svolgerà alle 19,30 un incontro col Procuratore antimafia Piero Grasso, letteratura e musica, nel programma del Festival apriranno altre finestre sui mille, intriganti e complessi volti dell´isola. Si partirà alle 17.30 a Villa Cimbrone, dove lo scrittore catanese Ottavio Cappellani presenterà il suo romanzo «Sicilian tragedi»,, edito da Mondadori, in cui partendo dall’archetipo shakespeariano di Romeo e Giulietta, l’autore modella una colta ed esilarante «black comedy». Che ovviamente ha per palcoscenico la sua terra, in cui un’umanità composita e chiassosa assiste a una storia di odio, amore, omicidio, vendetta e sangue. Il tutto legato al giorno più bello della vita di una donna, quello del suo matrimonio, non più ostacolato dalle dispute fra Montecchi e Capuleti, ma da quelle tra due famiglie mafiose fieramente antagoniste, in difesa della bellezza e dell’onore di una «fimmina ». A seguire il suggestivo appuntamento serale dedicato alla musica vedrà invece protagonista, alle 21.45 a Villa Rufolo, «Il canto liberato », un progetto etnosonoro di Enzo e Lorenzo Mancuso. Il duo di Sutera incarna la migliore tradizione musicale siciliana, sospesa fra ancestrale litania religiosa e sacrale misticismo laico.Come ebbero già modo di mostrare al pubblico napoletano in occasione della «Medea» di Emma Dante, ispirandosi al tema della Passione, filo rosso di questa edizione del Ravello Festival, iMancuso presenteranno un viaggio nellatradizione delle forme espressive vocali sicule, avvalendosi anche dell’ausilio di altri due strumentisti. Allo spettacolo, il cui titolo completo è «Il canto liberato soffiando la conchiglia del cuore», oltre a Enzo Mancuso (voce, chitarra, ghironda, saz, tar, viella), e a Lorenzo (voce, chitarra, harmonium e percussioni), ci saranno anche Luciano Biondini alla fisarmonica e Mosè Chiavoni ai clarinetti, sax soprano e duduk. Il quartetto attraverso il canto rinnoverà così le fatiche, le miserie, l’eroismo e la creatività di un popolo fiero delle proprie origini, protagonista di antiche tensioni e presenti indignazioni civili, di ataviche oppressioni e dell’eterno desiderio di libertà sulle rotte del Mediterraneo.

Stefano de Stefano
 
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