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 ARTICOLO - Cartellone (Puglia)
 
Mesolella: «La Puglia è come la nostra terra» - 04/08/2007

Dopo il concerto di solidarietà a Peschici, gli Avion Travel stasera a Ruvo

Bari - La musica come veicolo di solidarietà. Come strumento perché la gente possa evadere. Ne avevano bisogno i cittadini di Peschici, gioiello del Gargano devastato lo scorso 24 luglio dagli incendi, nel martedì nero dell’estate 2007. Gli Avion Travel si sono esibiti due giorni fa nella cittadina garganica, per un concerto gratuito inserito in extremis nella loro tournée che porta il titolo del loro ultimo disco: Danson Metropoli. Canzoni di Paolo Conte. Stasera la formazione casertana fa tappa a Ruvo di Puglia (largo Le Monache ore 21.30, info 331.107.20.80), mentre la registrazione della performance di Peschici andrà a far parte del programma Mare latino, in onda su Raiuno il prossimo 11 agosto. Gli occhi e la voce al telefono di Fausto Mesolella, chitarrista degli Avion Travel, ci raccontano del fuori programma del gruppo a Peschici e poi dei «nuovi Avion Travel », alle prese «con un’attività intensissima» che, comunque, non gli ha impedito giovedì sera di contribuire all’accorato messaggio di solidarietà che il mondo della musica sta lanciando per gli abitanti e il territorio del Gargano. Fausto, non era una piazza qualsiasi quella di giovedì. «Non lo era. Ma era gremita». Un buon segnale. Quali sono state le sue sensazioni? «Peschici è diversa. In questo periodo, normalmente, è difficile camminare per le strade per quanta gente le affolla. L’altra sera non era così, lontano dalla piazza». Cosa rimane di quella notte? «E’ stato un bel concerto. Gli Avion Travel considerano la Puglia la nostra stessa terra e abbiamo sempre avuto un pubblico favoloso. E non è una frase di circostanza. Anche per questo abbiamo accettato di suonare a Peschici. Per esprimere la nostra solidarietà e per far evadere un po’ le persone». Cosa si prova arrivandoci? «Dispiacere, dispiacere profondo. Lo scenario è quello che è, e poi basta parlare con la gente per capire la situazione, e il danno che è stato inflitto. Nelle strade mi parlavano per esempio dei campeggi che non esistono più, dove trovavano posto quattro o cinquemila persone. E’ facile capire le ricadute dal punto di vista turistico. Peschici ha bisogno di grande solidarietà e noi abbiamo dato il nostro contributo. Piccolo. In fondo suoniamo e basta ». E ricominciate stasera, a Ruvo. E’ il caso di dire the show must go on. «Stiamo lavorando molto. Dopo il disco d’oro di Danson Metropoli stiamo mettendo anima e corpo per la tournée. Con soddisfazioni che arrivano anche all’estero. Le tappe al festival di Montpellier e a Parigi sono andate benissimo. Torniamo in America a fine ottobre e siamo in trattativa per far uscire il disco anche in Brasile e in Argentina». La piccola orchestra Avion Travel è diventata un quartetto. I critici hanno parlato di «un nuovo equilibrio musicale, più asciutto ed essenziale». Rispecchia il vostro punto di vista? «Fondamentalmente è cambiato poco. Sul palco di Ruvo, come nelle altre tappe del tour, saliamo con bravissimi musicisti che arricchiscono la formazione con tastiere, archi e percussioni. Rispetto alla Piccola Orchestra finiamo per suonare con un elemento in più». Cosa c’è nel futuro degli Avion Travel? «Un nuovo disco già in lavorazione. Ma prima vogliamo aspettare l’uscita del film». Un film sugli Avion Travel? «Di più. Un film con gli Avion Travel. Recitano tutti tranne me». Ma davvero? Ci dica di più. «La regia è di Fabrizio Bentivoglio, il titolo è Lascia perdere Johnny. C’è anche Valeria Golino. Il film ripercorre alcuni episodi della nostra vita. Il protagonista è un chitarrista, interpretato da un giovanissimo napoletano di sedici anni, che intraprende un viaggio alla ricerca della sua strada». E’ la sua storia. La storia di Fausto Mesolella. «Si, anche. Per questo sono molto emozionato per l’uscita nelle sale, il 30 novembre. Indovinate di chi è la colonna sonora?»

Lorenzo Marvulli
 
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