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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
«La musica è l’anima segreta del cinema» - 04/08/2007

A Ravello Wertmuller ricorda Nino Rota fra grandi registi e canzoni

«Ma dove vai, bellezza in bicicletta?...» intona Lina Wertmuller. Canta con la sua voce che graffia e, insieme, accarezza. Parla di Nino Rota e le viene spontaneo accennare qualche strofa di una delle sue canzoni per ricordarlo con la sua musica, musica che ha reso più grande il cinema dei grandi. E la regista, direttore artistico della sezione Cinemusic del Ravello festival, a Rota ha dedicato l’intera giornata di oggi. Il primo appuntamento è con la proiezione di «Film d’amore e d’anarchia». Alle 21.30, a Villa Rufolo, la consegna del Premio Ravello Cine- Music 2007, intitolato a «Nino Rota». In seguito uno spettacolo con Mauro Gioia, che rilegge e intepreta le canzoni del compositore caro a Fellini su testi di Elsa Morante, Eduardo De Filippo, Sergio Tofano, Antonio Amurri, Michele Galdieri, Lina Wertmuller, con il supporto di immagini filmate. Che rapporto c’è tra il cinema e la musica? «La musica è l’anima segreta di una storia. L’anima segreta del cinema, la sua essenza intima». Rota ha lavorato con registi di gran nome e di grande temperamento. Sono mai nati scontri nel corso della lavorazione di un film? «Scontri no, piuttosto lunghe e impegnative passeggiate insieme e molti momenti delicati. Ma alla fine si superava tutto. Rota aveva la duttilità dei grandi. Con Federico, ad esempio, cantava nelle sere d’estate al Gran Hotel, fra belle donne e il mare. Canzoni che restavano dentro. Al di là delle memorabili colonne sonore, dell’Oscar, Rota ha poi fatto anche altro. Prima di Fellini ha scritto tanto, ad esempio ’’Bellezza in bicicletta’’. La verità è che si divertiva come un matto a seguire la natura dei registi. Anche se il suo alter ego è stato decisamente Federico, ha lavorato benissimo anche con tanti altri: con Visconti, con me, fin dal Gianburrasca televisivo degli anni Sessanta». Dove è finito secondo lei il grande cinema italiano? «Quello di oggi è un cinema convalescente che sta tornando alla vita a fatica. Ci sono giovani bravi e c’è finalmente un po’ di divertimento.Mava recuperato il rapporto con il pubblico, con i distributori, con gli Stati Uniti». In compenso le fiction godono di ottima salute e in Campania ci sono molti set dove si girano prodotti seriali per la tv. «So che c’è Capri, dove lavorano i miei ragazzi: Sergio Assisi e Gabriella Pession che con me hanno fatto ’’Ferdinando’’». Con «Capri» hanno fatto una scelta — che ha dato loro molto successo — molto diversa rispetto al loro esordio. «Fanno quel che si fa, quel che devono fare».

Anna Paola Merone
 
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