Campania
Puglia
Economia
 
Home
Storia
Iniziative
Rubriche
Contatti
 
Annunci legali
Meteo
Info traffico
Trova lavoro







   
 
 
 ARTICOLO - Cartellone (Puglia)
 
Sinfonia floreale - 03/08/2007

Le Quattro Stagioni di un GIARDINO

In conclusione del precedente articolo avevo scritto che avrei parlato dei prodotti dell’orto, ma non lo farò ora e scriverò invece dei fiori. La cosa non deve sorprendere troppo il lettore esperto. Come sanno quelli che hanno pratica dei giardini, dell’orto il giardiniere in genere non parla e la visita dei giardini si conclude senza che vi sia tempo per i pomodori, le melanzane e le erbe profumate e preziose, come il basilico, l’origano e lamaggiorana, la menta, il prezzemolo e tutte le cose preziose che si coltivano in un orto. Quest’ultimo nei giardini non manca mai, ma è nascosto, e il giardiniere non ne parla volentieri. Non sono un professionista in questo campo, ma solo un appassionato, e quindi non sono obbligato a non parlare dell’orto,mariconosco che questo silenzio ha una sua logica. I frutti di un giardino prima di essere tali sono stati dei fiori bellissimi e al giardiniere sembra logico, partendo dai primi, arrivare ai secondi o fare l’inverso. Il giardiniere non introduce l’orto, quando mostra il suo giardino, poiché non sempre i buoni frutti che produce sono stati dei fiori degni di ammirazione, anche se vi sono le eccezioni. Si pensi ai fiori violacei delle melanzane, ma di esempi se ne potrebbero fare altri. Ogni luogo prodotto dall’attività dell’uomo nasconde dei segreti o dei luoghi nascosti, e nei giardini ve ne sono molti. Oltre a l’orto, il giardiniere non vi mostrerà neppure l’albero del gelso nero. Si tratta di un albero basso, poco appariscente, con un tronco proporzionato e massiccio e quindi non bello da vedere, ma su di esso alla fine dell’estate matura un frutto nero, molto succoso e dolce, difficile da cogliere. Chi cerca di farlo, inevitabilmente si macchia e conviene quindi avvicinarsi a quest’albero nudi o quasi. Mangiare dall’albero questo frutto, in prima mattinata o al tramonto, costituisce una esperienza che non si lascia dimenticare facilmente, anche per le macchie che inevitabilmente compaiono sulle mani. Ma non dirò altro dei segreti di un giardino e mentre dell’orto parlerò forse in seguito, scriverò invece dei fiori, dei profumi e dei colori che le piante e bulbi offrono a chi vive in un giardino. Di arbusti profumati ne esistono una grande quantità, e accanto alle piante perenni, bisogna tenere in gran conto le bulbose, come i narcisi, i giacinti e i gigli. Tra questi ultimi ve ne è uno che spunta all’improvviso all’inizio di settembre, dopo una pioggia. Si tratta di gigli rosa dal profumo lieve e che con il loro arrivo segnalano ai villeggianti che è tempo di tornare in città e a quelli che invece hanno la vigna che presto si dovrà vendemmiare. Per questi ultimi, la comparsa di questo fiore, significa che è tempo di dare una occhiata agli attrezzi che serviranno per la produzione del vino. Questa tradizione in Puglia spesso produce vini modesti che rendono penose le cene di quelli che poi vengono chiamati dal produttore a degustare il nettare in questione. Tra le piante che bisogna avere in un giardino vi sono sicuramente le lavande e le buddleie o albero delle farfalle, e non solo per il profumo dei loro fiori. Entrambe attirano sempre un gran numero di farfalle e questi insetti dalle ali colorate aggiungono altri colori e disegni al nostro giardino, mentre il loro volo silenzioso rasserena e riconcilia con il mondo, soprattutto nelle mattine fresche di giugno. Non devono poi mancare i glicini e le gardenie. Il primo serve per coprire dei muri o per fare dei pergolati profumati, e può essere usato al posto della vite che è bellissima, ma che richiede professionalità e molti trattamenti chimici. Le gardenie bisognerà averle e richiedono una coltivazione in vaso oppure una buca particolare, isolata dal resto del terreno e ricco di terreno acido, come ha fatto il mio collega Fabio Del Prete, che in questo modo riesce ad avere anche fiori di camelie. La magnolia merita pure attenzione e va piantata, soprattutto se si ha un campo con tante terra oppure bisognerà scavare una buca molto larga e profonda, in modo che le sue radici delicate possano spaziare facilmente. Dei gelsomini bisognerà essere ingordi e non trascurane nessuno. Un cespuglio almeno di philadelphus o fiore d’angelo riesce all’inizio dell’estate a inondare il giardino di un profumo intensissimo. E poi non manchi la abelia che pure in estate si copre letteralmente di fiori piccoli e dal profumo leggero. Alle ortensie bisogna riservare una spazio, sperando che non accada, come molti sostengono, che nelle case nelle quali vi sono queste piante, difficilmente le fanciulle troveranno un marito. Lasciate naturalmente che il rosso papavero fiorisca e non trattate lui e gli altri fiori spontanei come dei nemici. Da noi è possibile immaginare un giardino che contenga fiori in tutte le stagioni e quindi conviene tenerne conto. Se per la prima primavera e fino all’inizio dell’estate si può contare sulle primule, sulle violette e sugli anemoni, sulle violacciocche e sui narcisi, poi saranno le peonie (ve ne sono varietà che fioriscono all’inizio di giugno), i gerani, i tulipani, le lantane e la dimorphoteca, e infine gli iris, a dare il cambio. In piena estate si potrà contare sulle dalie, sugli aster, sulla malva moscata e poi, all’inizio dell’autunno, sui crisantemi e naturalmente sulle rose che, almeno fino a dicembre, continueranno ad offrire fiori. Nell’autunno e all’inizio dell’inverno si potranno avere i crochi e gli iris autunnali. E poi, dopo una brevissima pausa, sempre in compagnie di alcune piante impavide come le rose, saranno i fiori profumati del calicanto a segnalarci che presto avremo nuove fioriture e ci indurranno a dare una occhiata alle gemme dei ciliegi e dei mandorli. Può anche accadere che quest’ultimo - il più incauto degli alberi - possa essere ingannato dai tepori di alcune giornate di un inverno troppo mite ed essere indotto a regalarci una precoce fioritura. Questa sua caratteristica mi riconcilia con quest’albero - bello quando fiorisce e che tuttavia rapidamente assume un aspetto banale - eme lo rende caro. Del mandarlo bisogna amare la sua ansia di fiorire, il fatto che non riesce proprio a governarsi e che si espone sempre, pagando poi un pegno pesante.
 
OSSERVATORIO SULLA CAMORRA
Racket a Napoli: ''Troppa omertà nei quartieri borghesi''
CLICCA QUI
 
Osservatorio sulla camorra | Storia | Iniziative | Rubriche
Edizione Campania | Edizione Puglia |Corriere Economia
Servizio meteo | Info traffico | Trova lavoro
P. Iva 06890970632 editoriale del mezzogiorno srl Realizzato da D&D - Dinamica Digitale