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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
La voce di Mariella Devia al Teatro S.Carlo - 02/08/2007

Nel programma per il 2007/2008 c’è anche Roberto Bolle

Dopo il successo delle repliche della «Carmen » a Baia il San Carlo dà appuntamento a settembre, quando proporrà il concerto di Mariella Devia, una cantante di fama internazionale, con l’Orchestra del Massimo (22, 25, 27, 30 settembre e 2 ottobre). Il soprano ha scelto Napoli per rientrare nel mondo del bel canto dopo una lunga pausa. L’ appuntamento verrà proposto in sostituzione del «Torvaldo» e «Dorliska» di Rossini (tagliato per motivi di bilancio). «La Stagione 2007/2008 è, ancora una volta, all’insegna della qualità - ha detto Gioacchino Lanza Tomasi - e la nostra speranza è che faccia discutere così come hanno fatto discutere le precedenti ». Il sipario si apre il 2 dicembre con il «Parsifal » di Wagner. Per il balletto la stella ospite sarà Roberto Bolle protagonista de «Lo Schiaccianoci ». La stagione sinfonica prenderà il via il 20 di ottobre con un concerto dell’Orchestra del San Carlo diretta da Jeffrey Tate, in programma opere di Butterworth, Schuman e Brahms. Tra gli interpreti si segnala la presenza diMartha Argerich, Uto Ughi, Jeffrey Tate, Jesus Lopez-Cobos, Wayne Marshall. A tutto questo si aggiunge anche lo spettacolo ideato da Roberto De Simone dal titolo «Era di maggio». L’apertura con il Parsifal ripropone il gruppo di lavoro già presente in Walküre. Jeffrey Tate, direttore musicale della Fondazione, si avvarrà delle scene di Giulio Paolini e della regia di Federico Tiezzi e dei costumi di Giovanna Buzzi. Un percorso che riprende la ideazione dell’opera precedente e la traspone in una spazialità scandita da convergenze e segnali del mondo classico, in linea con la prima scenografia dell’opera, quel tempio del Graal che Wagner immaginò nella navata del duomo di Siena: un tracciato magico e classico a un tempo, l’ambiente che predispone al prodigio, la discesa dello Spirito Santo nella adunanza del Venerdì Santo. Ed ancora Jeffrey Tate dirigerà L’enfant et les sortilèges l’opera che Maurice Ravel trasse da un libretto di Colette. Marc Camille Chaimowicz nel suo revival di una pop art radicata nelle immagini vittoriane che estendono il fascino venato di sinistro del tempo del trapasso fra il vittoriano e l’art nouveau, è specialmente legato al sentire di Colette, alla fiaba dell’attaccamento materno inframmezzato dalla pulsione alla trasgressione dell’enfant alle soglie dell’adolescenza. La regia è affidata a Roberto Andò, un altro apporto del mondo contemporaneo, con alle spalle una esperienza radicata nella tenerezza e rivelazione del giovane autoptico, onnipresente nel teatro di Bob Wilson. E di qui l’allucinazione del racconto di Barbablù di Bartók. Dove la fiaba dell’erotismo scandisce la crudeltà del possesso e la coazione a distruggere l’oggetto posseduto. Nel cartellone vanno anche segnalati I lombardi alla prima Crociata nell’allestimento che sotto la mia direzione artistica fu realizzato per il Comunale di Bologna, regia di Giancarlo Corbelli. Questo spettacolo sarà ripreso per l’edizione Dvd di tutto Verdi da parte dei Teatri d’opera italiani, realizzata dalla Unitel, a cui la Fondazione partecipa, e che sarà completata nel 2013 per il bicentenario del compositore. La stagione sinfonica viene presentata nelle sue linee principali e potrebbe esser integrata da due concerti di orchestra ospiti, sospesi in attesa di un reperimento mirato dei fondi necessari. Anche qui consistente la presenza del direttore musicale Jeffrey Tate, il quale partecipa anche alla tournée della Fondazione di San Carlo al Teatro alla Scala, dove nell’ottobre 2007, verrà presentato Il Socrate immaginario di Paisiello nella revisione e regia di Roberto De Simone ed un concerto sinfonico diretto da Jeffrey Tate. Il corpo di ballo presenterà a gennaio uno Schiaccianoci di sua produzione con le recite in abbonamento in cui danzerà Roberto Bolle, e sarà elemento centrale dell’Orfeo ed Euridice che Karole Armitage ha concepito, secondo il progetto originario di Gluck e Calzabigi, come un’opera coreutica corale, un prodotto umanistico, la ricostruzione più riuscita del teatro dei greci.

Gioacchino Lanza Tomasi
 
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