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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Teresa De Sio chiude festival Ethnos - 31/07/2007

L’esibizione al Parco dei Quartieri Spagnoli

Un bivacco di briganti nel tour di Teresa De Sio. Alle 21 al Parco dei Quartieri Spagnoli (unica tappa napoletana) la cantante, a conclusione della XII edizione di Ethnos il festival di musica etnica, presentera’ il nuovo cd «Sacco e Fuoco» in una scenografia che ricrea un bivacco tra sacchi, fucili e fuochi nel segno del brigantaggio inteso come alternativa alla cultura ufficiale, al potere e all'omologazione. Teresa De Sio, al ritorno in tour dopo due anni, canterà i brani tratti dal nuovo cd e alcuni classici del suo repertorio accompagnata da Max Rosati (chitarre), Pierpaolo Ranieri (basso), Giuseppe Don Peppino De Trizio (mandolino), Her (violino), Upapadia (percussioni e voce), Vito De Lorenzi (batteria e tammorra). «Sacco e Fuoco», ispirato alla storia di due briganti, è un esempio di impegno sociale trascinato dal successo di «Non tengo paur a » e d a l l a p r e g h i e r a «Amèn», invocazione al Padreterno del Vomero, alla Madonna della Munnezza e alla Madonna delle Galline che troverà spazio sul palco del concerto. Nel disco un brano, «Amèn», mix sonoro tra Napoli e Giamaica, tra tarantella e reggae, che racconta il sangue e la violenza insensata e troppo tollerata da tutti coloro che ogni giorno oscurano e devastano lo splendore di Napoli; nel brano la De Sio si rivolge al Padreterno del Vomero perché scenda a liberare la città dalla criminalità e alla Madonna della Mondezza. Tra i brani del cd, c'è «Non tengo paura », una lettera di una figlia ad una madre tra le regole imposte a ogni destino femminile con un resoconto struggente di quanto coraggio ci voglia per poter trasgredire e costruire la propria vita senza moralismi e ipocrisie. Da un punto di vista storico le canzoni di Sacco e fuoco ci riportano ad un clima di inizio '900 dove nelle campagne del sud imperversava il fenomeno del brigantaggio, ma vi si possono leggere tanti riferimenti attuali . Il forte attaccamento alle tradizioni, alla religiosità popolare è presente nel brano "Amèn" dove un'insperata preghiera mette a nudo le guerre interne tra clan e i problemi di ordine sociale che quotidianamente vive Napoli. Arrangiamenti sobri ed eleganti, prevalentemente acustici, in cui anche la voce della De Sio è pensata non come voce ma è essa stessa strumento. Da segnalare sicuramente il brano quasi sconosciuto (o forse dimenticato) datato 1956 di un giovane Domenico Modugno: "Tambureddu".
 
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