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 ARTICOLO - Cartellone (Puglia)
 
Martina s’inchina a Gioconda De Vito - 29/07/2007

Stasera concerto-omaggio per la violinista pugliese

Martina Franca - Volontà divina o capacità acquisite in terra. Il dubbio resterà sempre. Comunque sia andata, sappiamo che il prodigio della perfezione si manifestò cento anni fa aMartina, dove nacque e crebbe Gioconda De Vito. A lei, enfant prodige, poi musicista straordinaria e insuperata - prima violinista d’Italia per quarant’anni - è dedicato il concerto sinfonico di stasera per il cartellone del 33esimo Festival della Valle d’Itria. L’omaggio alla musicista martinese nel centenario della nascita (26 luglio 1907) è affidato all’archetto della parigina Fanny Clamagirand. Acclamata ventiquattrenne, è un’oggettiva possibilità dell’esistenza di corsi e ricorsi storici. Iniziata al violino a sette anni, ha già suonato con le migliori orchestre in numerosi teatri e sale da concerto, compresa l’Accademia Santa Cecilia diRoma e ilRoyal Festival Hall di Londra. La giovane violinista si è formata tra Parigi e Londra con Jean-Jacques Kantarow e con Itzhak Rashkovsky. Nell’ottobre del 2005, dopo le affermazioni in prestigiosi premi internazionali (l’Emily Anderson Prize della Royal Philarmonic Society su tutti) ha trionfato al Kreisler Competition di Vienna, sorprendendo anche il presidente dei Wiener Philarmoniker, che l’ha invitata ad esibirsi con l’orchestra viennese. È stato questo episodio a riportare alla mente degli organizzatori del Festival della Valle d’Itria la consacrazione di Gioconda De Vito, nella stessa Vienna nel 1932 al primoconcorso violinistico internazionale, convincendoli a scegliere la Clamagirand come protagonista del concerto-omaggio di stasera. Il programma, stasera dalle 21 nell’atrio del palazzo Ducale, prevede La tragédie de Salomé di Florent Schmitt, il Concerto in fa maggiore Op. 35 per violino e orchestra di Pyotr Ilyich Tchaikovsky e la Romanza per violini e orchestra op. 50 di Ludwig van Beethoven. Dirige l’Orchestra Internazionale d’Italia, dopo il convincente debutto nella Salomé di Richard Strauss, il maestro milanese Massimiliano Calvi. Fanny Clamagirand, anche lei al debutto aMartina Franca, suona un violino Matteo Goffriller del 1700. Gioconda De Vito, a cui Martina offre stasera il suo omaggio corale, è scomparsa tredici anni fa a Roma, tre anni dopo il conferimento del premio Mozart alla carriera quale migliore interprete assoluta del compositore salisburghese. La sua carriera, relativamente breve se si considera il precoce ritiro a soli cinquantaquattro anni, fu costellata dei più alti riconoscimenti a cui un musicista possa ambire. E non solo. Si pensi che fu il papa in persona, Pio XII, a opporsi all’improvvisa volontà della musicista pugliese di ritirarsi. A lei fu pure affidato dal governo italiano «Il Toscano», violino Stradivari costruito nel 1690 e riacquistato dall’Italia nel 1953. L’ultima esibizione di Gioconda De Vito risale al 21 novembre 1961 a Basilea dove, diretta da Charles Munch, chiuse volontariamente la sua carriera con il Concerto per violino di Brahms. Dopo si disse «felice di aver finito, di essermi tolta la responsabilità di essere la prima violinista d’Italia, la patria di Paganini». La carriera internazionale della violinista non conobbe bassi. Debuttò, dopo il trionfo di Vienna, al teatro Argentina di Roma. Aveva sedici anni. Il suo talento musicale era emerso a tre anni quando, secondo quanto si racconta, seppe riprodurre con un mandolino di sua madre le arie d’opera che aveva appena ascoltato a una festa in cui si esibiva la banda musicale di Martina. Il primo violino le fu donato a otto anni e allora cominciarono i suoi studi, quasi da autodidatta. A quattordici anni il diploma con il massimo dei voti, a diciotto l’incarico di insegnamento del violino all’istituto Niccolò Piccinni di Bari, dove insegnerà per un’intera decade. Poi gli incontri con i più grandi direttori d’orchestra, in particolare con Wilhelm Furtwaengler. E gli inviti a New York, mai accettati, di Arturo Toscanini. Le collaborazioni con solisti celeberrimi quali Fischer e Menuhin. I trionfi nei concerti in tutta l’Europa, in particolare nell’Inghilterra che divenne la sua seconda patria e dove venne riconosciuta come una delle più grandi violiniste mai esistite. AMartina si celebra stasera il simbolo assoluto dell’eccellenza e della creatività pugliese, oggi riferimento imprescindibile per tutti i giovani musicisti.

Lorenzo Marvulli
 
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