Campania
Puglia
Economia
 
Home
Storia
Iniziative
Rubriche
Contatti
 
Annunci legali
Meteo
Info traffico
Trova lavoro







   
 
 
 ARTICOLO - Cartellone (Puglia)
 
«Le storie cantate» un film per riscoprire i cantastorie di Puglia - 27/07/2007

Moni Ovadia ricorderà Matteo Salvatore

BARI -Da Uccio Aloisi a Tonino Zurlo, dai Cantori di Carpino a Matteo Salvatore. Fino a Enzo Del Re. È un appuntamento interamente dedicato alla musica tradizionale pugliese quello che propone domani sera a Mola di Bari «Primitivo», la rassegna realizzata della Provincia di Bari. L’excursus sui più grandi cantastorie della Puglia è affidato a un documentario, firmato a quattro mani da Nicola Morisco (ideatore e autore) e Daniele Trevisi (regia, montaggio e fotografia), dal titolo Le storie cantate. Il filmato, in lavorazione da quattro anni, sarà proiettato in anteprima assoluta domani a palazzo Roberti a Mola e precederà due interventi musicali d’autore: sul palcoscenico salgono Enzo Del Re e Tonino Zurlo. Ospite d’onore della serata sarà Moni Ovadia. Alle sue parole sarà affidato il ricordo del «gigante della musica popolare» Matteo Salvatore. Il valore della notte di domani a Mola è tutto in una domanda. Questa. Quando mai si è riuscito a parlare della musica tradizionale pugliese nella sua interezza? A porsela, oggi come qualche anno fa, quando il progetto del documentario fu messo faticosamente in piedi, è l’ideatore di Storie cantate. «Il senso dell’operazione - ci anticipa il critico e giornalista Nicola Morisco alla vigilia della prima - sta nel tentativo di non rinchiudere l’esaltazione della musica popolare pugliese in compartimenti stagni, ma di presentarla nella sua importanza per aprire un nuovo ciclo di riscoperta, oggi quanto mai necessario ». Così, i protagonisti del documentario - che poi sono i nostri grandi cantastorie, Del Re, Zurlo, Salvatore, Aloisi, i Cantori di Carpino - parlano, se pur con coloriture dialettali ben diverse, la stessa lingua. Lingua che è sì quella delle canzoni d’amore, ma che anche quella dell’impegno civile (vedi Tonino Zurlo) e dell’impegno politico (Enzo Del Re). Lingua che non conosce discontinuità perché «collegata storicamente dalle vie della transumanza e dai tratturi», come ricostruiscono gli autori dell’inedito documentario avvalendosi del contributo dell’etnomusicologo e musicista Antonio Infantino. Lingua che ha dato vita a un patrimonio musicale importante «spesso saccheggiato dalla tradizione partenopea» e a «rischio oblio». È triste questa parola. Rischio. Rischio oblio, rischio banalizzazione, rischio commercializzazione. «I grandi maestri per troppo tempo sono stati messi da parte», denuncia cosìMorisco, con il pensiero all’imperdonabile morte in povertà di Matteo Salvatore. Ci dirà il documentario di domani la grandezza sua e degli altri (anche con l’aiuto di due grande personaggi come Michele Placido e Daniele Sepe, anche loro nei sessanta minuti di Storie Cantate). «Ora però - continua Morisco - è ora di chiedere agli altri che ancora hanno voce di continuare a raccontarci storie. È in corso da qualche anno un risveglio dell’interesse di molti giovani nei confronti della musica popolare. È un buon segno. Ma si dovrebbe fare di più. Un archivio su base regionale, un po’ sulla scia di quello che fa l’istituto Diego Carpitella con la pizzica, è un passo a questo punto più che auspicabile». Domani sera, al palazzo Roberti di Mola, oltre a godersi proiezione e concerto, sarà anche il momento di insistere in questo senso di dar fretta alle istituzioni.

Lorenzo Marvulli
 
OSSERVATORIO SULLA CAMORRA
Racket a Napoli: ''Troppa omertà nei quartieri borghesi''
CLICCA QUI
 
Osservatorio sulla camorra | Storia | Iniziative | Rubriche
Edizione Campania | Edizione Puglia |Corriere Economia
Servizio meteo | Info traffico | Trova lavoro
P. Iva 06890970632 editoriale del mezzogiorno srl Realizzato da D&D - Dinamica Digitale