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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Un musical per Piedigrotta - 25/07/2007

Anteprima della festa di settembre al Maschio Angioino

della Piedigrotta, la madre di tutte le feste popolari. La più desiderata e la più lontana. Ed ora che sta per tornare (dall’1 al 12 settembre), per i preparativi fremono in molti. Si comincia domani al Maschio Angioino dove fino al 29 luglio andrà in scena «Festa di Piedigrotta» di Raffaele Viviani diretta da Nello Mascia con le musiche rielaborate da Eugenio Bennato. Mentre venerdì alle 21 sarà trasmesso da Radiouno Rai il programma «Anteprima di Piedigrotta». Più emblematica la decisione dell’ente provinciale del turismo di Napoli, presieduto da Dario Scalabrini, di prorogare al 3 agosto i termini della partecipazione al bando per le selezioni delle audizioni di Piedigrotta 2007. Insomma c’è una certa attesa per una festa che, almeno nel passato, era il trampolino di lancio di quasi tutte quelle canzoni entrate poi nella storia della musica napoletana. Per lo spettacolo di domani, le coreografie sono di Ettore Squillace mentre le scenografie sono di Lello Esposito e Raffaele di Florio. Molti i biglietti disponibili. Per lo spettacolo di giovedì 300 biglietti potranno essere ritirati presso l’Ept di Mergellina, per quello di sabato i tagliandi sono stati suddivisi tra gli albergatori da destinare ai turisti mentre domenica sarà la volta dei pensionati over 60. «Si tratta - ha spiegato l’assessore regionale al Turismo, Marco Di Lello - di quello che per noi rappresenta il vero prologo della grande festa. Cominciamo con l’opera di Viviani per entrare nel vivo del clima di quello che sarà il grande evento del 2007 ed in programma ». Secondo l’assessore regionale la festa di Napoli avrà «una capacità di traino significativa». «Quando ho saputo che avrei allestito "Festa di Piedigrotta" - ha detto Mascia - sono subito andato a far visita a Roberto de Simone. Gli ho detto che nel mettere in scena oggi quello spettacolo non potrò prescindere dall’allestimento realizzato da lui trenta anni fa. Noi siamo il nostro passato, il risultato delle nostre esperienze passate, delle nostre sensazioni, emozioni, sentimenti. Quest’opera racconta una festa che non c’è perchè non viene mai rappresentata ma altresì viene raccontata un’umanità devastata da una guerra distruttiva quale è stata la prima guerra mondiale. È una popolazione in cerca di quel divertimento che non troverà mai. Di modifiche non ce ne sono mala cosa di cui mi sono preoccupato è di rappresentare questo testo con l’occhio di un uomo del nostro tempo».

Biagio Coscia
 
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