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 ARTICOLO - Cartellone (Puglia)
 
A Vico l’Estate teatrale promette lacrime e riso con Ovadia e Paolo Rossi - 24/07/2007

E una politica dei prezzi molto popolare

Vico del Gargano - Vuole essere «un teatro della parola, ossia più narrato che recitato». E’ questa, nelle intenzioni degli organizzatori, la caratteristica dell’Estate teatrale vichese, la rassegna estiva giunta alla 31esima edizione, allestita dal Comune insieme con il Teatro Pubblico Pugliese. Al pubblico dell’anfiteatro Hintermann verranno proposte opere che, per usare l’espressione di Giuseppe Aguiari, nuovo e ambizioso delegato alla Cultura del Comune, puntano ad «una percezione sensoriale diversa». Traduzione: opere senza troppi fronzoli scenografici. Il primo degli spettacoli, Via, ha un corredo che definire essenziale è poco: due sedie e un lampadario. Pochi anche gli attori: CristinaMileti e Fabrizio Saccomanno (che cura anche la regia) dei Cantieri teatrali Koreja di Lecce. I due raccontano storie di emigrazione, prendendo ad esempio il Belgio e le sue miniere di carbone: inclusa quella di Marcinelle, tristemente nota per essersi trasformata nella tomba di tanti lavoratori stranieri. Via di Koreja aprirà la stagione il 31 luglio; e sarà quella l’unica serata a tema drammatico. Le altre avranno tutte un contenuto esplicitamente brillante, o addirittura comico. A partire da Cabaret yiddish, di Moni Ovadia, che andrà in scena il 2 agosto. Si tratta dell’ «antenato» del più famoso Oylem Goylem, che qualche anno fa ha definitivamente consacrato l’attore e musicista ebreo. Cabaret yiddish ha fatto da incubatore a Oylem Goylem; e lo spettatore vi troverà proprio quello che si aspetta da Ovadia: raccontini, barzellette, riflessioni agrodolci, e tanta musica klezmer, eseguita da un gruppo di quattro accompagnatori: Emilio Vallorani al flauto, Janos Hasur al violino, Albert Florian Mihai alla fisarmonica e Luca Garlaschelli al contrabbasso. L’8 agosto si torna al teatro made in Puglia con una compagnia foggiana: il Teatro dei Limoni, che presenta Sganarello ovvero il cornuto immaginario di Molière. Un esempio classico di commedia degli equivoci, che dal 1660, anno della sua prima rappresentazione, non ha perso freschezza. La regià è di Guglielmo Ferraiola, che come colonna sonora ha scelto musiche di Mozart. A interpretare il protagonista, cioè Sganarello, sarà Roberto Galano. Si chiude sempre con il riso sulle labbra: l’ultimo spettacolo sarà Qui si sta come si sta di e con Paolo Rossi, l’11 agosto. Il titolo prende a prestito un verso della canzone di Rino Gaetano presentata a Sanremo da Paolo Rossi. Sul palco il cabarettista lombardo punta il dito accusatore sull’Italia contemporanea, offrendo dosi generose di sarcasmo e satira politica; ma, tanto per non sbagliare, anche di poesia (non si vive di solo lazzo, sembra voler ricordare); e poi di musica anni Sessanta, eseguita dal quartetto che lo accompagna. Lo spettacolo di Paolo Rossi è annunciato in esclusiva regionale. Sarà anche il più caro di tutta la stagione vichese: la poltrona costerà 25 euro, la gradinata 15. Gli altri tre spettacoli costeranno invece appena un euro l’uno. L’abbonamento a tutti e quattro gli spettacoli costa 25 euro: praticamente, chi acquista una poltrona per Paolo Rossi ha gli altri tre spettacoli «in omaggio».

Claudio Gabaldi
 
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