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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Il San Carlo a Baia con Carmen - 24/07/2007

In scena un’opera dinamica per la regia di Micha van Hoecke

«E’ impossibile immaginare la Carmen di Bizet in un’ottica teatrale statica. Non sarebbe una Carmen», esordisce il regista e celebre coreografo belga Micha van Hoecke nel parlare del suo allestimento creato nel 2000 per il Ravenna Festival e da stasera in scena (ore 20, con repliche il 26 e il 28) in versione su misura per il sito archeologico delle Terme di Baia per il secondo evento della stagione lirica estiva del Teatro San Carlo. Cresciuto al fianco di Béjart, da quasi vent’anni attivo sotto l’ala della prestigiosa manifestazione ravennate, poeticamente vicino a Massine e praticamente da sempre egli stesso sostenitore con il suo ensemble di una forma di danza totale dalle salde quanto storicamente esatte radici in comune con l’opera lirica, spiega infatti: «Ci sono opere in cui il movimento è assolutamente fondamentale. Risalendo al periodo delle origini, ad esempio all’Orfeo del Monteverdi o ai drammi in musica del Cavalli nel primo Seicento, direi che parallelamente al recitar cantando esiste un vero e proprio recitar danzando. Tradizione che la Francia ha mantenuto, che l’America ha reinventato con la moderna commedia musicale e che invece noi, culla di quella straordinaria cultura nata dalla stretta unione di verso poetico, musica e danza, siamo riusciti quasi subito a perdere. Oggi? Ne paghiamo le conseguenze: opera e danza, in special modo nelle Fondazioni liriche, si trattano con indifferenza reciproca, si guardano ma non legano». Di qui lo spessore vincente della sua idea per la Carmen con scene di Nicola Rubertelli, costumi di Alessandro Lai, Orchestra (diretta da Yves Abel), Coro e Coro di voci bianche sancarliani e, nell’occasione, con Nino Surguladze (Carmen), Fabio Armiliato (Don Josè), Cinzia Forte (Micaela) e, naturalmente, con la scenografia gestuale affidata ai venti danzatori dell’ensemble di Micha van Hoecke. «Non la danza che appare nell’opera - precisa il grande Micha - ma un movimento che nasce dalla stessa musica di Bizet». Quindi conclude: «Sarà una Carmen totalmente immersa in un’ossatura teatrale e di danza. Senza coreografie spagnole da cartolina, ma con movimenti che raccontano la forza di un mondo interiore di sensualità, esotismo e fuoco. Oltre il canto delle parole».

Paola De Simone
 
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