Campania
Puglia
Economia
 
Home
Storia
Iniziative
Rubriche
Contatti
 
Annunci legali
Meteo
Info traffico
Trova lavoro







   
 
 
 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Cinque donne «meravigliose» per Lucrezia - 20/07/2007

La Lante Della Rovere a Pompei coi racconti di Clarice Lispector

Una serata speciale è in programma al Festival Classico Pompeiano, dalle 21 al Teatro Grande, per l’anno europeo delle Pari Opportunità. Lucrezia Lante Della Rovere presenta il monologo «L’Eterna Meraviglia», un testo ripreso da «Legami familiari», capolavoro della scrittrice brasiliana Clarice Lispector. Il progetto dell’attrice romana si incontra così con «Donne in prima fila a sostegno della cultura », ovvero D52, un’associazione lanciata a Napoli da Patrizia Sughi, Laura Valente e Giuliana Cacciapuoti. «Sono contenta di questo connubio — spiega Lucrezia nel giorno del suo compleanno—perché rispetto ai parametri europei il lavoro femminile, e in particolare quello intellettuale, in Italia è ancora molto indietro ». Nel frattempo se la vedrà sola con l’imponente maestosità della cavea di Pompei. «Mi tremano un po’ le gambe, ma potrò contare sulla presenza in scena dei miei musicisti, due violoncellisti, un chitarrista ed un bassista, fra cui Giovanna Famulari e Massimo De Lorenzi, che sono anche autori della colonna sonora». Che peraltro ha già debuttato l’anno scorso. «Ho fatto qualche data invernale, ma è uno spettacolo difficile da "piazzare" (costa poco e i produttori non hanno molto da guadagnarci). In realtà meriterebbe un pubblico molto più vasto, spero di riproporlo anche per la prossima stagione». Intanto se lo godranno gli spettatori di Pompei. «È una parabola molto godibile anche se priva di orpelli. Emanuela Giordano ha tradotto in versione poetica il racconto in cinque brevi storie. Ed io le trasmetto al pubblico, provando a mostrare questa lente di ingrandimento appoggiata sui sentimenti, specie femminili». Perché le protagoniste sono tutte donne. «Eccetto la prima, una gallina, che lo è in chiave metaforica. Creatura dell’inconsapevolezza madre ignara del fatale destino che l’attende. Invece la seconda favola si svolge in Africa. È lo stadio evolutivo successivo, quello di una piccola pigmea, simile ad una bambina, che rappresenta il mondo dell’innocenza. Viene trovata da un antropologo inglese che però disarmato dal suo candore non riuscirà a catalogarla. Il terzo appuntamento è con un’adolescente che nell’atto di trasformarsi in donna come una crisalide, ne avverte tutta la pericolosità. La quarta è una bella signora fiera di camminare sui suoi tacchi, abbandonata dal marito e ferita nel suo orgoglio decide di rivalersi su un maschio animale. Va allo zoo e ritrova il suo odio fissando gli occhi di un bufalo, sua vittima sacrificale. Infine la quinta parla di una donna appena uscita dall’ospedale psichiatrico, dove c’era finita per un mazzo di rose. Torna a casa, si appresta a preparare la cena per il marito, quando rivede un altro fascio di fiori, un attimo per ritornare nella sospensione mentale di sempre».

Stefano de Stefano
 
OSSERVATORIO SULLA CAMORRA
Racket a Napoli: ''Troppa omertà nei quartieri borghesi''
CLICCA QUI
 
Osservatorio sulla camorra | Storia | Iniziative | Rubriche
Edizione Campania | Edizione Puglia |Corriere Economia
Servizio meteo | Info traffico | Trova lavoro
P. Iva 06890970632 editoriale del mezzogiorno srl Realizzato da D&D - Dinamica Digitale