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 ARTICOLO - Cartellone (Puglia)
 
Il denaro «riciclato» di Antonio Natale - 18/07/2007

L’artista foggiano espone a New York le sue banconote «pop»

Per pagarsi l’Accademia di Belle Arti decorava composizioni floreali su cestini di vimini. Ogni santa notte. Poi, Antonio Natale, si è preso la rivincita. Non sul sonno, ma sul denaro. Perché dipingere sulle banconote e stravolgere il significato di ciò che raccontano rendendole opere d’arte, è un po’ come possederle offrendo però loro una seconda vita. E se sei anni fa ne esponeva alcune nel laboratorio di Arti Visive di via Arpi a Foggia, con cinquanta delle sue opere (che intanto son divenute trecentoventi) ha presentato a New York la sua prima personale intitolata ai «Valori Migranti», raccontandovi la Puglia e i temi della storia e dell’emigrazione italiana nel mondo. Da dieci anni viaggio attraverso il mondo, Antonio ritrova banconote fuori corso nei mercatini o ne acquista presso collezionisti da contattare privatamente. Non tutte sono pronte per avere nuova vita, e alcune parlano più di altre. La sua ultima banconota è dedicata agli emigranti del Belgio e la prima è un dollaro su cui Washington è travestito da Marilyn Monroe. Ne ha dipinta una russa del 1909 e una italiana del 1848. Le ingrandisce su tela o le accosta una sull’altra, usandone la superficie per annotare sensazioni di viaggio o reinterpretazioni della storia vicina o lontana. E così c’è Venezia che cacciò gli austriaci, Maria Montessori che dopo l’euro voleva ricomparire sulla sua banconota e si traveste da prostituta ma viene scoperta dai carabinieri, e Saddam Hussein che su una banconota irachena - travestito da Zorro - fugge dagli americani. Ma ci sono anche la nonna e madre, che da San Marco in Lamis accompagnano i fratelli a Napoli, prima dell’imbarco da emigranti verso l’Australia. E poi la testa di Giuseppe Verdi che diviene testimone di nozze dei suoi genitori. Perché proprio loro - i personaggi ritratti sulle banconote prima dell’arrivo dell’euro - sono gli unici e veri testimoni attendibili della nostra storia. «Il denaro viaggia con noi nelle nostre case, ci segue nelle nostre case ed è servito a sfamare donne e bambini o a corrompere uomini». Poi vanno fuori corso o abbandonate o al macero o negli album di qualche collezionista. «Ma - racconta Antonio - mi sembra un miracolo riportarle alla luce dialogando con quel pezzo di carta che ha smesso di circolare». Dopo aver lasciato Foggia, per conoscere l’Europa e studiare gli espressionisti nordici comeEmile Nolde, e per approfondire la pittura drammatica di Edvard Munch e quella ironica di James Ensor il belga, aveva cominciato dipingendo appunti di viaggio su carte geografiche poi incollate su tela. Roma, Varsavia, Cambridge, poi Parigi, poi Londra, usate come pagine di diario. Tre anni fa l’incontro con Enrico Baj che considera suo «padrino », che presentò a Roma una sua esposizione e con cui cominciò un rapporto epistolare che è durato tre anni fino alla sua morte. Fu lui che, dopo aver conosciuto i supereroi di Antonio Natale, scrisse di condividere un’iniziativa «ironica e dissacratoria dell’arte, della moneta e della continua mercificazione del tutto». Poi l’idea di un progetto che tre anni fa presentò alla Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University, e che fu scelto all’unanimità tra quelli di sessanta artisti provenienti da tutte le parti del mondo, dando luogo alla sua prima personale inaugurata il 6 giugno scorso presso la Casa Italiana Zerilli Merimò e presentata dal direttore della New York university e da John Mustaro, presidente dei pugliesi in America. Tra gli ospiti - divenuti ora suoi collezionisti - c’erano il direttore e produttore di Mtv, Ingrid Rossellini (la sorella di Isabella) e Vittorio Storaro. «Prima di me lì - racconta Natale - avevano esposto Lucio Fontana, Carla Accardi e Mirco Bafaldella, tre grandi maestri dell’arte contemporanea italiana ». Per l’occasione Claudio Grenzi Editore ha curato un catalogo di sessantaquattro pagine, intitolato anch’esso ai «Valori migranti » e a cura di Guido Pensato, che raccoglie le opere dell’artista, biografia e bibliografia, con le introduzioni - oltre che del curatore -, di Stefano Alberini, direttore della Casa Italiana Zerilli Marimò, di ElenaGentile, assessora ai Flussi Migratori della Regione Puglia e di Francesco Andretta, presidente della Fondazione Banca del Monte. La mostra che è parte di un programma abbracciato dall’Assessorato ai flussi migratori pugliesi nel mondo della Regione Puglia, e dall’Istituto italiano di cultura di New York, nel prossimo inverno sarà ospitata dalla Fondazione Banca del Monte di Foggia, insieme a una postazione collegata con l’archivio di Ellis Island, luogo storico di arrivo dell’emigrazione italiana a New York.

Alessandra Benvenuto
 
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