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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Fresu: a Ravello con passione - 18/07/2007

Dopo Pompei, il musicista protagonista a Villa Rufolo

Intensa attività campana per il trombettista Paolo Fresu, uno dei musicisti simbolo del nuovo jazz italiano. Dopo il concerto di Pompei dello scorso venerdì, quando propose l’affascinante progetto dedicato alla rilettura di «Porgie&Bess» (quella scritta da Gil Evans per la tromba di Miles Davis) stasera il musicista sardo sarà ospite del festival di Ravello. Diversi ovviamente i repertori ma anche le formazioni. Se nell’archeologica sede del teatro greco il set si era avvalso della presenza di un trio con il cantante tunisino Dhaffer Youssef, il chitarrista franco-vietnamita Nguyên Lê ed il pianista, anch’egli sardo, Antonello Salis, sorretto dalla base ritmica formata da Paolino Dalla Porta e Stefano Bagnoli, stavolta solo questi ultimi due (rispettivamente contrabbassista e batterista) saranno della serata, insieme alla chitarra elettrica di Bebo Ferra. Alle 21.45 Fresu dirà quindi la sua sul tema della Passione, argomento centrale di questa edizione ravellese. «Di passione - spiega il trombettista e flicornista - ce ne mettiamo parecchia. Questo mestiere è passione assoluta. E’ passione anche quando sali sul palco e condividi la musica con il pubblico, cosa assolutamente fondamentale soprattutto per chi suona musica di improvvisazione ». Destino dei jazzisti, che però negli ultimi anni, specie in Italia ed in Campania, stanno vivendo una stagione di grande protagonismo. Nell’occasione il quartetto che si esibirà sul belvedere di Villa Rufolo, darà vita ad un flusso assolutamente corale, fra brani originali e qualche standard in cui ciascun componente del gruppo tirerà fuori i mille ingredienti che fanno parte del bagaglio di ciascuno, dal groove più moderno, al classico swing, dai momenti più «free» alle ballad lente, in cui i diversi temi si intrecciano con naturalezza. La sonorità di Fresu parte da echi della tradizione jazz - quella del «collega» Miles Davis in particolare - che però finiscono col confondersi in un universo personale, in cui convivono l’amore per la melodia mediterranea ed una ricerca elettroacustica di grande originalità.

Stefano de Stefano
 
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