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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Pomigliano, c’è Garbarek - 15/07/2007

Il sassofonista norvegese in concerto

E’ uno dei quattro concerti più importanti dell’estate jazz campana (gli altri sono Ron Carter, Kenny Wheeler e Eddy Gomez, tutti a Vico Equense la prossima settimana) quello che chiude il Pomigliano jazz 2007. Sarà un vero e proprio evento di culto. Sul Palco centrale si esibirà infatti il sassofonista norvegese Jan Garbarek accompagnato da un prestigioso trio formato da Rainer Bruninghaus a piano e tastiere, Eberhard Weber al contrabbasso e Trilok Gurtu alle percussioni e batteria. I primi due suonano con il sassofonista norvegese sin da "Legend of seven dreams", album capolavoro del 1988, che tracciava le linee di un jazz intriso di cultura nordeuropea, in cui coesistono anche ispirazione classica, sperimentazione e tradizione scandinava. Una miscela originalissima, che si è subito legata alla Ecm, etichetta tedesca di frontiera pilotata dal produttore Manfred Eicher. Che ha favorito anche l’incontro con Keith Jarrett ombroso signore del piano a cavallo fra jazz e musica da camera. Il disco «In praise of dreams» del 2005, in cui si conferma la timbrica unica del tenore di Garbarek, ha ricevuto anche la nomination per i Grammy Awards. A completare la serata anche il progetto indigeno di Mr. Logic, ospite Sandro Deidda, che presenterà «For Izoma». Ne fanno parte Andrea Santaniello al sax, Andrea Rea al piano e alle tastriere, Daniele Sorrentino al basso e Mario Toscano alla batteria. Intanto ben 12.000 spettatori, venerdì, si sono tuffati nella performance «A Night in Tunisia» dedicata a Dizzie Gillespie, e esaltata dall’infinito spettacolo proposto dal quartetto Italuba del percussionista Horacio el Negro Hernandez, dal quintetto dell’eterodosso trombettista texano Roy Hargrove e dalla sezione fiati della PMJO. Hanno impegnato il palco centrale per oltre due ore consecutive - inclusi due bis - in un singolare tributo latin-funky all’iniziatore del Be Bop.

Stefano de Stefano
 
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