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 ARTICOLO - Prima pagina (Campania)
 
«Al posto loro mi dimetterei» - 13/07/2007

Berlusconi infiamma la piazza e accusa sindaca e governatore

Napoli - Usa le stesse parole di Chiamparino e Cacciari. Che non sono proprio del suo partito. E lo stesso stile. Ma non è né Chiamparino né Cacciari. È il leader dell’opposizione. È Silvio Berlusconi. Che dice: «In Campania e a Napoli, dinanzi a questa situazione di assoluta incapacità gestionale, chiunque abbia un minimo di orgoglio dovrebbe dimettersi ». All’insistenza dei giornalisti ribatte, per la verità un po’ piccato: «Non è nel mio stile... Esiste un libro dal titolo Berlusconi ti odio con tutti gli insulti che mi hanno rivolto gli altri. Ma in nessun mio discorso troverete mai un insulto. Se fossi nei panni di questi signori e vedessi che la mia opera non è riuscita, non dico nemmeno per incapacità, ma perché le circostanze sono state tali da non riuscire a realizzare soluzioni concrete, se fossi presidente o sindaco emi trovassi di fronte ad una situazione del genere, mi guarderei allo specchio e direi che è meglio lasciare il posto a qualcun altro. Mi dimetterei ». Non cita una sola volta i nomi di Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino. Verso le 19 circa incomincia la conferenza stampa del cavaliere all’hotel Vesuvio. Il Lungomare affollato, il traffico impazzito. Berlusconi che fa sognare Napoli. Anche se appare leggermente stanco e non particolarmente brillante. «Silvio sei grante!» (dizione compresa), «liberaci da Bassolino e Iervolino»: un classico pop, ormai. Le signore in tiro e una corte infinita. L’alternativa al centrosinistra in Campania? «Un pezzo da novanta, non è detto che sia di Forza Italia, ma che sappia dare risposte a questa regione », dice. Al fianco di Berlusconi, sempre, Paolo Bonaiuti, la deputata Mara Carfagna, il coordinatore regionale azzurro Nicola Cosentino e il commissario provinciale Luigi Cesaro. «Abbiamo deciso di venire a Napoli», attacca, «sulla spinta della grande vittoria conseguita ai ballottaggi: su tredici comuni al voto abbiamo vinto in dieci. Ho aderito con gioia all’invito fatto dai dirigenti di Forza Italia, anche se mi dicono che il 20 per cento dei campani sia già in vacanza. Celebrare la vittoria è il primo passo verso il cambiamento nella conduzione di Napoli e della Campania. Sono felice di potervi partecipare ». Le battute le riserva solo al governo nazionale: «Questa maggioranza si regge o su un senatore che va alla toilette o su qualche distratto». E ancora, riferendosi alla campagna acquisti azzurra: «Ho cambiato attitudine, invece di fare la corte a belle donne, la faccio a brutti senatori». E di Prodi dice: «Dia al più presto le dimissioni e si vada al voto». Non fa altrettanto con le istituzioni campane. Parlando di Napoli si fa serio. «Quando ho sentito che l’amministrazione americana ha indicato Napoli come pericolosa», spiega, «mi è venuta una stretta al cuore. Il problemadei rifiuti in tutti i paesi civili è stato risolto, qui ha trovato resistenze locali. E lo Stato ha rinunciato a usare la forza. In Campania si producono 7200 tonnellate, se ne smaltiscono 2500, il resto è in strada. Nel ’94 noi avevamo dato il via alla costruzione di 4 termovalorizzatori. Invece anche l’ultimo commissario ha dato le dimissioni e qualche parlamentare non ha voluto far usare la cava di Acerra». Sbaglia, perché si tratta di Serre, ma vale lo stesso. «Lo Stato», prosegue, «qui ha abdicato a se stesso. La sinistra estrema ha introdotto il principio che le minoranze possono esercitare blocchi come atto di democrazia diretta, invece è un atto che annulla la legalità». Un breve passaggio sulla criminalità e sulla forza del piano del suo governo—«Alto impatto» —e poi ancora rifiuti. «Ci troviamo di fronte al disastro di una città che soccombe sotto cumuli di rifiuti; in cui c’è un rapporto malato, tumorale, della politica con gli affari e la criminalità organizzata. Ho parlato a lungo con Bertolaso e mi ha fatto un quadro tragico». E giusto per rincarare la dose: «Mi ha telefonato un amico da New York che ha visto un servizio in tv terribile su Napoli. Forse guardandosi allo specchio certi signori dovrebbero mettersi da parte e far posto a qualcun altro». Termina. Nella hall dell’albergo e fuori c’è Napoli che esplode. «Forza Napoli» (la squadra), dice; e a De Laurentiis consiglia di «perseverare». Alle 21, quando esce dall’albergo, grida da stadio e gomitate. Commosso (almeno così sembra), si alza sullo sportello dell’auto blu e saluta.

Simona Brandolini
 
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