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 ARTICOLO - Cartellone (Puglia)
 
Wagner, trentadue anni dopo - 11/07/2007

Da novembre la nuova stagione lirica della Fondazione Petruzzelli

Bari - Il Verdi buffo di Falstaff e un doppio Puccini (con Madama Butterfly e Bohème), per celebrare il prossimo anno il centocinquantesimo anniversario del compositore. E, poi, il Mozart «italiano» della Clemenza di Tito, opera che ha conosciuto una grande fortuna a partire dall’Ottocento ma che fece storcere il naso a Wagner. Propio lui, il maestro di Bayreuth che nel corso della prossima stagione irromperà nella programmazione lirica barese con L’oro del Reno, primo episodio dell’Anello del Nibelungo. Al Piccinni verrà proposto in forma di concerto replicando l’esperienza dell’Attila «senza scene» di un mese fa. Ma il sovrintendente Giandomenico Vaccari guarda lontano. Sino al 2011 conta di completare la tetralogia wagneriana con la rappresentazione al Petruzzelli di Walkyria, Sigfrido e il Crepuscolo degli dei. Nessuno sembra avere più dubbi sui tempi di riconsegna del Politema. A dicembre del 2008 il Petruzzelli verrà inaugurato. Quasi non s’è parlato d’altro, ieri, durante la conferenza stampa di presentazione della Stagione 2007-2008 della Fondazione Petruzzelli, della quale qualche settimana fa era già stata resa nota per grandi linee la sezione sinfonica, nella quale spiccano le presenze del direttore Zubin Metha e del pianista Krystian Zimerman. Sarà una stagione da vivere nelle sue tappe come fase di avvicinamento all’attesa riapertura del Petruzzelli. Il conto alla rovescia inizierà ufficialmente il 27 e il 29 novembre prossimi con l’inaugurazione della stagione d’opera, per la quale Vaccari ha deciso di puntare - con una scelta insolita - sul Requiem di Verdi affidato al direttore Renato Palumbo. Una pagina di musica sacra che il sovrintendente ha spiegato - a sostegno della sua scelta - essere nella struttura «un’opera lirica». Ma prima (il 14 novembre) ci sarà il prologo in forma di danza contemporanea con Les 4 saisons della coreografa Angelin Preljocaj e del «caosgrafico » Fabrice Hyber. Il Requiem di Verdi farà da prologo al Falstaff (15, 18 e 20 gennaio), il capolavoro «buffo» del compositore di Busseto che segna il ritorno a Bari di Roberto de Simone in veste di regista e del baritono Ruggero Raimondi nei panni del protagonista. Sarà una nuova produzione della Fondazione Petruzzelli, come gli altri cinque allestimenti in cartellone. Compresa la Butterfly (13, 15 e 17 febbraio), che a Bari era andata in scena solo un paio di stagioni addietro. Dirigerà Daniel Oren, la regia la firmerà Daniele Abbado. L’eroina pucciniana avrà la voce e il volto della sino-canadese Liping Zhang, che nel ruolo ha già fatto spellare le mani al pubblico di molti importanti teatri. Ancora un intermezzo di danza, con l’Anna Karenina di Boris Eifman e del Balletto del Teatro di San Pietroburgo (7 marzo), prima di ritornare al teatro musicale con una novità assoluta: The turn of the Screw (Il giro di vite) scritta nel 1954 da Benjamin Britten (2, 4 e 6 aprile), con cui Bari potrà riapprezzare il direttore Jonathan Webb visto all’opera per Ascesa e caduta della città di Mahagony di Weill e Brecht. Lorenzo Mariani realizzerà l’allestimento dell’opera, che tratta il tema dell’infanzia violata, così attuale ancora oggi. E di novità assoluta per Bari si deve parlare anche nel caso della Clemenza di Tito (1 e 3 giugno), altro tassello nel puzzle mozartiano che la Fondazione sta costruendo sin dalla sua costituzione. Michael Guttler è direttore raffinato e adatto a questo tipo di repertorio, Walter Pagliaro regista sensibile che ha trovato conferme anche nella «sua» Bari qualche mese fa col dittico La voix humaine/Gianni Schicchi. Internazionale il cast con Bruce Sledge e Alexandrina Pendatchanska. Sarà, quindi, la volta del Rheingold (1 e 3 giugno), con Stefan Anton Reck sul podio e un cast comprendente Albert Dohmen, Katja Lytting, German Villar e Sabina von Walther. Erano dal 1976, anno del Lohenrgin, che non si eseguiva Wagner a Bari. E per la prima volta la stagione non si chiuderà a giugno, bensì a novembre con la rappresentazione di Bohème, protagonista Svetla Vassileva. Che si spera sia l’ultimo atto prima di entrare nella nuova casa chiamata Petruzzelli.

Francesco Mazzotta
 
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